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Cultura - L'esposizione sarà inaugurata il primo giugno a palazzo Vescovile e rimarrà aperta fino al 31 dicembre

Ad Acquapendente la mostra “Sindrome di Stendhal”

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Acquapendente

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Acquapendente – “Sindrome di Stendhal” è una mostra di opere di Tommaso Cascella, Lidia Bachis e Chiara Tommasi allestita nelle tre sedi del museo della Città – civico e diocesano di Acquapendente.

Curata dal direttore Andrea Alessi e promossa dal comune di Acquapendente con i patrocini della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per l’area metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale e del sistema museale del Lago di Bolsena, aprirà i battenti il primo giugno (alle 17,30) a palazzo Vescovile di Acquapendente e rimarrà fruibile fino al 31 dicembre.

Sindrome di Stendhal è il punto in cui le emozioni si incontrano con l’arte per poi tramutarsi in manifestazioni di disagio, sperdimento psichico, il respiro che manca ed il cuore che batte in maniera accelerata. Evento Perturbante lo chiamava Sigmund Freud, quel senso di irrealtà dove l’inconscio fa riaffiorare momenti o ricordi sopiti, scatenato da un’immagine evocativa di straordinaria bellezza. La Sindrome di Stendhal questo smuove.

Per questa mostra il curatore ha preso spunto dal turbamento di Stendhal per invitare gli artisti a confrontarsi con l’arte antica presente in museo.

Per la prima volta – dichiara Alessi – verranno esposte, simultaneamente nelle nostre tre sedi, opere d’arte contemporanea create e pensate proprio per questi spazi. Nelle sale del palazzo Vescovile, della Torre Julia de’ Jacopo e della Pinacoteca di San Francesco, Bachis, Cascella e Tommasi presenteranno alcuni loro lavori in un labirinto di fascinazioni e rimandi. Tra storia e citazione, opposti ed equilibri, gli artisti sono stati chiamati a raccontare l’esperienza sensoriale ed estetica del nostro museo. In uno scambio serrato, tra felici intuizioni e chiari riferimenti alle opere presenti negli spazi, creeranno una relazione fra antico e contemporaneo. Questo per ricordare a noi tutti che un museo, con i suoi tesori della classicità, non è semplicemente un luogo statico destinato alla polvere e all’eco dei passi di coloro che lo visitano, ma un patrimonio di bellezza, simmetria e armonia”.


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16 maggio, 2019

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