Viterbo – “Me ne sarei andato anch’io”. Vincenzo Santo, generale di corpo d’armata ed ex capo di stato maggiore del comando Nato a Kabul, sui fatti del 25 aprile a Viterbo, durante la festa della Liberazione.
Il militare è stato intervistato da Daniele Capezzone, già parlamentare, per il quotidiano La Verità. “Venticinque aprile. A Viterbo, il presidente provinciale dell’Anpi l’ha fatta grossa – afferma Capezzone -, di fatto accusando i soldati della coalizione di cui l’Italia fa parte di aver ucciso più civili che talebani. Sentito l’intervento dell’Anpi, il generale Riccò se n’è andato”.
Santo risponde: “Se fossi stato capitano, me ne sarei andato anch’io. Ma, da generale, avrei preso la parola”. “E immagino che non le avrebbe mandate a dire”, chiosa Capezzone.
Durante la cerimonia del 25 aprile a piazza del Sacrario, a Viterbo, il comandante dell’Aviazione dell’esercito, il generale di brigata Paolo Riccò, ha abbandonato la cerimonia, seguito poi dagli altri militari e dalle associazioni combattentistiche e d’arma, lasciate libere dal generale di scegliere. Il motivo scatenante era stato il discorso del presidente dell’Anpi provinciale Enrico Mezzetti che, secondo Riccò, avrebbe “offeso le forze armate”.
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