– Politica 2.0. Il web è un vento che soffia a favore del mondo politico oppure rischia di spazzare via tutto?
Sul palco di Medioera, ospiti illustri ieri sera hanno provato a dare la loro chiave di lettura: Paolo Gentiloni (Pd), Guido Crosetto (Pdl), Augusto Valeriani, studioso, moderati dal giornalista Rai Giampaolo Rossi su: “Webpolitica, strumenti e modi della cittadinanza attiva”.
Internet uguale velocità, ma non è con l’accelerazione che si trovano le risposte ai problemi. “Non su internet – per Crosetto – dove invece ci sono le sollecitazioni, le speranze. Chi va su internet ha voglia di libertà, siamo tutti uguali, tutti hanno 140 caratteri per scrivere su Twitter.
Non credo che il web possa cambiare la nostra vita o risolvere i problemi della politica. Forse diventa un modo per non affrontarli.
Internet serve molto a delegittimare, ad aggregare contro qualcosa. L’aggregazione positiva, al contrario, ha bisogno anche di spazi, riunioni ufficiali.
La rete può generare speranze e attese, ma non soluzioni”.
Con effetti indesiderati. “L’aumento della rabbia quando non si incanala in progetto o in un percorso, non è mai positivo”.
Pur riconoscendo i limiti, per Paolo Gentiloni si tratta di un grande strumento. “Una meravigliosa novità – osserva Gentiloni – non è solo mezzo di comunicazione, ma un hub attorno cui cambia l’economia, la conoscenza, l’intrattenimento e le relazioni sociali. E’ positivo, anche se porta problemi”.
Vita reale e virtuale però per Augusto Valeriani non sono separate. “Internet non è solo strumenti come twitter o facebook, ma un ambiente relazione. Non determinerà la scomparsa dei partiti, ma farà ripensare la loro funzione”.
Nel Pd, per Gentiloni, il processo è cominciato. Ci sono amministratori che operano sul territorio e hanno una grande influenza sul web. Matteo Renzi giusto per fare un nome. Il rottamatore, mentre nel Pdl ci sono i formattatori.
“Sono andato a Pavia, mi hanno invitato a un loro incontro – ricorda Crosetto – ho detto loro di studiare, imparare un mestiere e lavorare. Solo così non saranno sulle spalle di nessuno e potranno fare politica.
La velocità di internet è positiva, ma non esiste nulla che si ottenga velocemente. La sfida vera è coniugare la velocità con la serietà.
Non esiste la bacchetta magica”.
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