Tarquinia – (p.p.) – “Nessun apparentamento, Tarquinia ha scelto”. Alessandro Giulivi è pronto ad andare fino in fondo e portare a casa la vittoria al ballottaggio contro Gianni Moscherini. Coi 3306 voti ottenuti dalla sua squadra, per lui, i tarquiniesi hanno già scelto il sindaco. A loro l’ultima parola il 9 giugno.
“Apparentamenti sicuramente no – esordisce Giulivi – andiamo avanti coi nostri programmi. Nella squadra ci sono persone nuove alla politica e qualche riconferma della vecchia amministrazione. Nei prossimi giorni vorremmo dare anche i nomi di alcuni dei componenti della giunta, ma aspettiamo.
Le persone di buon senso sanno da sole chi devono votare, anche perché se andiamo a vedere la qualità delle liste, nel caso, remoto, che dovesse vincere Moscherini non credo ci sia una cultura personale e politica tale da governare un paese. Questo però è il mio punto di vista, ovviamente chi lo ha votato non la pensa così.
Giulivi è fiducioso: “Oltre a esserlo, non ho dubbi. Questo non è un ballottaggio vero e proprio, è la stessa cosa che ha fatto Pietro Mencarini due anni fa e cioè stiamo difendendo un territorio. E da quando ho iniziato questa campagna elettorale con la Lega, al primo posto, ho messo sempre i cittadini.
Tarquinia ha già scelto. Il ballottaggio, infatti, è un discorso antidemocratico perché se mille persone in più hanno dato il loro voto a un candidato vuol dire che hanno deciso. Anche perché per le Regioni si vota col turno singolo per eleggere il governatore, e invece nei comuni sopra i 15mila abitanti c’è questa legge che è una legge degli inciuci che andrebbe tolta subito. Anzi, sarà una delle proposte che voglio fare e cioè che il governo la riveda, perché anche un voto in più è determinante. La democrazia è proprio questa”.
Ci sono ancora diversi giorni di campagna elettorale. “Il nostro – dice – programma è un programma di centro pagine che vogliamo illustrare meglio a chi ha votato per altre liste perché conoscendolo sicuramente ci darà fiducia.
Il nostro gruppo è coeso e ci sono molti giovani che si sono avvicinati alla politica per cui dobbiamo creare questa nuova classe. Dobbiamo ricercare quelli che hanno scelto altre liste perché che ci sono stati molti voti disgiunti. In molti hanno creduto al nostro progetto e inoltre la differenza dei voti della Lega alle Europee e quelli alle amministrative è del 10 per cento per cui molti credevano nel partito ma sono stati ‘obbligati’ a votare altre liste perché magari dentro avevano parenti o amici. Di fatto, da oggi, per i due sindaci si parla più di un voto di opinione e non di ‘favore'”.
Salvini potrebbe ritornare nella Tuscia. “Credo passerà a farci un saluto – conclude – perché tiene molto a questi comuni e al Viterbese che ha portato la Lega a oltre il 42 per cento”.
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