Viterbo – “Tutto potevamo pensare, tranne che stare qui”. Si dice fuori dalla chiesa del santissimo Crocifisso. E’ l’addio, commosso, di Celleno. A Maurizio Lattanzi, 59 anni, morto lunedì scorso in ospedale, che da queste parti c’è cresciuto.
Ieri pomeriggio i funerali. La piazza, davanti alla chiesa, è piena di gente. Tutti per lui, il maestro di ballo. La sua scuola è al completo, con le magliette. Easydance.
“Prima che succedesse tutto – ha detto Licia, la figlia di Maurizio – ho incontrato una signora di Celleno che mi ha detto che avevo lo stesso sorriso di mio padre. E’ stato il complimento più bello che mi potessero mai fare perché così la mamma potrà vederlo di nuovo e non solo tramite i ricordi. Adesso sono invidiosa di chi può abbracciare suo padre e dirgli ti voglio bene. E’ un brutto modo per diventare grandi, ma so che il mio papà ci starà sempre vicino e non ci abbandonerà mai. Lo sento in prima fila che ci dice ‘Licia non ti preoccupare che andrà tutto bene'”.
Celleno – Maurizio Lattanzi
Multimedia – Fotocronaca: I funerali di Maurizio Lattanzi – Video – L’addio a Maurizio Lattanzi
A celebrare i funerali sono due sacerdoti. Don Franco e don Paolo. “La prima cosa che vorrei fare – ha esordito don Franco – è esprimere la partecipazione al dolore della famiglia. Innanzitutto. Perché di fronte al dolore e alla sofferenza non ci sono molte parole da dire. C’è solo da stare vicino, con la presenza e con l’affetto”.
Quella che tutto un paese, unito ha manifestato. Con forza e silenzio, come un tempo. In piazza, davanti alla chiesa, le madri, oggi anziane, che hanno visto Maurizio crescere.
Celleno – I funerali di Maurizio Lattanzi
“Una cosa che posso dire – prosegue la figlia di Maurizio – è che proprio non ce l’aspettavamo. Lui che ci diceva che appena tornava a casa ci portava a mangiare il pesce. E’ stato sempre una persona solare, divertente, che amava le feste”.
Don Franco è il prete di Celleno. Conosce tutti. E’ accanto alla famiglia. Consola. Poggia i gomiti sull’altare al momento della comunione. Abbraccia don Paolo quando c’è da scambiarsi il gesto di pace, la stretta di mano. E poi lancia, con la mano, il saluto a un ragazzo lì vicino e alla famiglia di Maurizio. Ai primi banchi, di fronte.
Celleno – I funerali di Maurizio Lattanzi
“Era una persona piena di vita e di idee – continua a raccontare Licia Lattanzi -. E anche noi, da oggi in poi, ameremo la vita come l’amava lui. Lo capivo dagli occhi. Mio padre sapeva se c’era qualcosa che non andava. E aveva questo potere con tutti. Però posso dire che me lo sono goduta fino all’ultimo perché non c’era un giorno che non lo abbracciavo. Mi dicono che ormai sono grande, ma io mi sento una bambina che ha ancora bisogno di condividere con lui tutti i miei successi e le mie sconfitte”.
Celleno – I funerali di Maurizio Lattanzi
Un paese contadino, Celleno, che negli anni ha subito anche la distruzione del centro storico. Una comunità che ha visto la guerra e il novecento. Passare, con tutte le sue tensioni. Un luogo dove essere uniti è ancora un valore forte, sentito. Al funerale ci sono anche il sindaco Marco Bianchi e il consigliere comunale di Viterbo, Alvaro Ricci, pure lui di Celleno. Stretti attorno a Licia, David e la moglie di Maurizio, Maria Laura Felici.
Celleno – I funerali di Maurizio Lattanzi
“I figli prima delle mamme – si sente dire fuori dalla chiesa – mai!”.
“Dove eri Signore quando Maurizio soffriva? – si è domandato infine don Franco al termine dell’omelia -. La risposta la leggiamo nel crocifisso. La risposta è, ‘ero lì che morivo con lui'”.
Daniele Camilli
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