Viterbo – Poco è mancato che qualche cardinale lo scomunicasse, Matteo Salvini (ma prima che vincesse le elezioni) quando in piazza Duomo a Milano si affidava alla Madonna e anziché scherzare con i fanti recitava le litanie dei santi.
Invece a Giorgio La Pira, sindaco di Firenze e deputato Dc di cinquant’anni fa, la Chiesa riserva un trattamento diverso avviandolo alla beatificazione.
Eppure, anche lui non scherzava nel nominare Dio e Maria o nel maneggiare simboli sacri. Come quando impose all’Eni di prendersi l’industria Pignone perché “me l’ha detto lo Spirito Santo” e quando a Ferragosto del 1959 andò, ambasciatore di pace, in Russia e di fronte all’ateo Soviet Supremo si mise a parlare di Gesù e di “un ponte di orazione” tra la Madonna di Fatima, di cui portò una statuetta, e “Mosca, città santa”. Ai capi comunisti, a dir poco sorpresi, lasciò pure “molti santini con didascalie in russo”.
Lui però era il “sindaco santo” mentre Salvini uno da scacciare dal tempio e non solo. “Vade retro”, come a Satana, gli ha detto – sempre ante elezioni – Famiglia Cristiana. Poi, visti i risultati del 26 maggio, la saggezza bimillenaria della Chiesa ha prevalso, e il numero due del Vaticano, il cardinale Parolin, ha rettificato: “dialoghiamo con tutti e perché non con lui?”. Così va il mondo al di qua e al di là del Tevere.
E non è la prima volta. Don Luigi Sturzo, antifascista e fondatore del Partito Popolare – da cui derivò la Democrazia cristiana – dovette emigrare in America quando Pio XI trattava con Mussolini il Concordato. Poi, a fascismo finito, gli riaprirono le porte, fu fatto senatore e Pio XII avrebbe voluto che capeggiasse una lista di destra con il Msi, ma lui non accettò.
Quel rifiuto costò caro anche al cattolicissimo Alcide De Gasperi che si vide negare l’udienza dal papa, nonostante fosse capo della Dc e del governo, avesse una figlia monaca e celebrasse il venticinquesimo di nozze.
Ora a cose fatte, anche per loro sono in corso le cause di beatificazione.
Visti i precedenti, dunque, pure per Salvini potrebbe esserci un giorno il processo di canonizzazione e sicuramente deporranno a favore di un così autorevole testimonial della loro mercanzia i venditori di rosari, statuette e santini. Oltre settecento negozi in Italia con affari per trenta milioni di euro e, nel Mondo, quattro miliardi di dollari. Il settore che non conosce crisi. Un mercato benedetto.
Renzo Trappolini
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