Tarquinia – “Pronto ad allargare la coalizione guardando anche a sinistra”.
Gianni Moscherini lancia la sfida per il ballottaggio a Tarquinia. Il candidato sindaco delle liste “Fratelli d’Italia”, “Tarquinia capitale dell’Etruria”, “Il cantiere della nuova politica” e “Obiettivo comune” ha tenuto un incontro nella sede elettorale di via Alberata Dante Alighieri.
Attacca Sandro Giulivi (Lega), apre al centro sinistra, difende le sue liste e non si sbottona sulla composizione della giunta.
“Siamo una coalizione di persone politicamente e ideologicamente diverse ma che rispondono all’appello di un cambiamento sostanziale per la città – afferma Moscherini -. Anche questa volta, sembra che i cosiddetti poteri politici ed economici vogliano riprodurre una situazione analoga a quella delle elezioni di due anni fa con Pietro Mencarini. Fare un’ammucchiata per far rimanere Tarquinia come è e fermare lo straniero”.
Quindi l’affondo su Giulivi. “Il vero sindaco non può essere quello che vive l’esperienza, così dice tutto il paese, come ha fatto Giulivi – prosegue –. Mi ha sorpreso negativamente che ha già indicato il nome del vicesindaco e, pare, anche quello del presidente del consiglio, perché entrambi sono suoi dipendenti. Vuole trasformare il consiglio comunale in un consiglio aziendale? È incredibile e forse anche inammissibile. Comunque è una scelta moralmente e politicamente inaccettabile. L’errore di Mencarini è stato quello di avere, come presidente del consiglio, il cognato. È sbagliato nominare parenti o dipendenti in ruoli in cui si prendono decisioni per l’intera comunità”.
Moscherini non risparmia critiche neanche all’ex sindaco Mauro Mazzola. “Giulivi e Mazzola hanno governato per 15 anni la città. Due anni fa la sinistra si è suicidata nella lotta contro il “saraceno”. Oggi Mazzola che ruolo ha in questa elezione?”. Il candidato sindaco parla di possibili accordi. “Mi auguro che si possa lavorare per costruire un consenso più ampio intorno alla mia candidatura. Sono pronto a confrontarmi con le forze di centro sinistra che sono uscite sconfitte. Posso mettere anche a disposizione degli incarichi, purché vogliano impegnarsi su un programma condiviso”.
L’apertura è sia per il Partito democratico che per la lista di Maurizio Sandro Conversini: “Un’ipotesi condivisa con tutte le liste che mi sostengono, compresa Fratelli d’Italia. Un “patto per la città”, con il programma a fare da collante, come feci nel 2007 con successo a Civitavecchia.
Un apparentamento? Se richiesto è possibile ma entro i termini previsti (2 giugno). Tuttavia ritengo che con una stretta di mano o un accordo firmato, l’apparentamento non sia necessario”.
Moscherini dice poi di non aver fatto alcun incontro ufficiale con gli altri candidati sconfitti. “Ho solo chiamato tutti per prendere un caffè insieme – dichiara -. Mi auguro però che la sinistra abbia voglia di trovare un accordo con noi. In quel caso, ne ho già parlato con la mia coalizione, si potrebbe prospettare l’idea di un vice sindaco di sinistra”.
Infine il discorso si sposta sulla giunta e su Manuel Catini e Giovanni Guarisco. “Per quale motivo dovrebbero stare fuori? – afferma –. Chi ho in squadra sono persone che ritengo abbiano lavorato bene negli incarichi ricoperti in passato. Ma non ho deciso nulla. Lo farò solo dopo il voto. Il mio obiettivo è di usare al massimo il criterio delle capacità politiche dimostrate o da dimostrare e quello dell’esperienza e della competenza. Privilegerò soprattutto i tarquiniesi”.
Daniele Aiello Belardinelli
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