Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Spettacolo - Il conduttore Marco Columbro in un'intervista al Corriere della Sera

“Nessuno mi vuole più in tv”

Condividi la notizia:

Marco Columbro

Marco Columbro

Roma – “Nessuno mi vuole più in tv”. Marco Columbro, famoso conduttore tv, in un’intervista al Corriere della Sera racconta la sua vita lontano dal piccolo schermo. 

“Per cinque o sei anni – ha detto Marco Columbro – ho bussato a tutte le porte, invano. Poi me ne sono fatto una ragione: la vita è fatta di cambiamenti”.

Ora il conduttore vive in una locanda in Toscana immerso nella spiritualità. Nel 2003 è stato colpito anche da un ictus. 

“Faccio sostanzialmente due cose – ha raccontato al Corriere della Sera -. Mi occupo di una locanda in Toscana, in Val d’Orcia, con diciotto ettari di bosco e ospiti tutti affascinati dal silenzio e ho appena finito il libro sulla mia quarantennale ricerca spirituale”.

Nell’intervista Columbro ha anche rispedito al mittente le accuse di avere problemi economici. 

“Io con problemi di soldi? – ha aggiunto  -. Aprire la bocca è facile, connettere bocca e cervello è più difficile… Non ne voglio parlare. Posso dire solo che vivo ancora nella villa dirimpetto ad Alba Parietti, di cui scrivono, e che Berlusconi è la persona più generosa che conosca. Abbiamo creato successi come ‘Tra moglie e marito’, ‘Paperissima’, ‘Scherzi a parte’, la fiction Caro Maestro… Ero un giorno sì e uno no a casa sua coi girati: li faceva vedere a figli, moglie, camerieri e, se si divertivano, era la prova che sarebbero piaciuti al pubblico”.

 

 

Condividi la notizia:
7 giugno, 2019

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/congratulazioni-per-questo-meraviglioso-traguardo-raggiunto/