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Lubriano - L'edicolante Carlo Quondam in una lettera a Repubblica

“Se avessimo ospitato famiglie di immigrati avremmo potuto mantenere la scuola aperta”

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Lubriano - La lettera di Carlo Quondam a Repubblica

Lubriano – La lettera di Carlo Quondam a Repubblica

Lubriano – “Sono un edicolante, vivo in provincia di Viterbo”. Carlo Quondam, che ha un’edicola a Lubriano, si presenta così a Invece Concita, il blog della giornalista Concita De Gregorio su Repubblica.

Una lettera, in cui Quondam scrive: “La mia provincia è diventata una roccaforte leghista (qui la Lega vince in 59 comuni su 60). Avevo capito ascoltando i clienti e le persone ma non pensavo fossimo arrivati a questi livelli. Cerco di resistere e lavorare sulla divulgazione e promozione culturale. È difficile. È un momento di rabbia e paura generalizzata e immotivata. Magari nel mio paese avessimo potuto ospitare famiglie di immigrati: avremmo potuto mantenere la scuola aperta. Ma sembra un discorso assurdo per ogni interlocutore”.

“In provincia di Viterbo, dunque, la Lega vince – continua la lettera -. Dal mio punto di vista, quello del giornalaio di un paesino di neanche mille anime, era ben evidente. Nessuno sembra avere idee, ma solo problemi. Mattatori, comici, intellettuali, quelli che urlano, quelli che individuano il male e chi la sa lunga parlando di quanto tutto sia sbagliato col sorrisetto amaro. In paese si parla come se ognuno fosse ospite nel proprio talk show preferito. Tra parole, rabbia e sentenze emerge la paura”.

“Piccoli paesi che stanno morendo di vecchiaia – prosegue Quondam -. Sempre più spopolati, senza lavoro e dove le scuole chiudono. Gli immigrati non ci sono, ma rappresentano il centro gravitazionale di ogni problema. Il problema è che Salvini fa il Salvini e prende il 34,26 per cento alle europee. Berlusconi ha fatto il Berlusconi nel 2009 prendendo il 35,26 per cento e Renzi ha fatto il Renzi nel 2014 prendendo il 40,8 per cento. La costante è una: gli italiani fanno gli italiani. Il resto, è solo il carismatico di turno. La provincia di Viterbo è uno specchio amplificato con il comune della città de I Vitelloni che, neanche una settimana dopo le elezioni europee, propone ronde per la sicurezza dei cittadini”.

E ancora: “I piccoli centri muoiono. Agonizziamo inseguendo i ladri di biciclette. Disoccupati. Ieri abbiamo impegnato una bicicletta per mangiare. Oggi abbiamo bisogno della bicicletta per lavorare. Impegniamo le lenzuola per riscattarla. Lavoriamo felici, tra il debito e la fame. Ma se ci rubano la bicicletta perdiamo tutto. La disperazione fa l’uomo ladro (l’occasione, solo per i milioni). Togliere tutto a qualcun altro o essere linciati dalla massa affamata. Il lavoro, il debito, la fame… e la paura. Siamo artefici del nostro destino e lo votiamo di volta in volta tornando al punto di partenza come un cane che si morde la coda sull’orlo di un precipizio”.

“‘Il problema è…’ non risolverà i problemi, li ingigantirà. ‘La soluzione è…’ sarebbe rivoluzionario ma impossibile perché prima deve cadere l’ennesimo governo o l’ennesimo comune. Più si va avanti maggiore è la posta in palio. Oggi – conclude Quondam – in questa provincia, e in tutta Italia, ha vinto la paura. Queste le basi che l’Italia ha messo per l’Europa del futuro. Ora dobbiamo chiederci: Cosa viene dopo la paura?”.


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10 giugno, 2019

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