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– Monteromano si trasforma per due settimane nel Libano (foto).
Il poligono militare, uno dei pochi rimasti in Italia per gli addestramenti, è stato lo scenario in cui i soldati della brigata aeromobile Friuli di Bologna, hanno ricreato un pezzetto di Libano per prepararsi alla prossima missione che li vedrà protagonisti da novembre prossimo.
Con questa esercitazione, denominata Ripe Cedar 2012, la brigata aeromobile Friuli ha ricreato le zone del Libano che dovranno monitorare una volta lì e perfezionato la propria capacità di comando e controllo nell’ambito dell’operazione Leonte XIII (il nome dato alla missione italiana in Libano).
Da novembre prossimo la brigata Friuli entrerà nel territorio libanese nell’ambito della missione Onu Unifl (United nations interim force in Lebanon, ovvero Forza di interposizione in Libano delle Nazioni unite). I compiti che dovrà svolgere non sono solamente il monitoraggio della zona a loro assegnata, ma anche vegliare sul rispetto del cessate il fuoco tra libanesi e istraeliani, affiancare le forze di polizia libanese, controllare la Blue Line (il confine tra i due territori) e soprattutto provvedere allo sminamento dell’aerea.
In particolare, a questo compito, delicato e pericoloso, durante i giorni di Monteromano hanno lavorato gli uomini del comandante Walter di Iorio del reggimento genio pontieri di Piacenza. Sotto un sole cocente, i miliari ogni giorno per due settimane hanno indossato una speciale tuta dal peso di oltre 30 kg e hanno affrontato un duro approntamento. “L’esercitazione – spiega Di Iorio – è molto dura e gli uomini devono essere preparati a tutto. Le regole per lo sminamento sono precise e non possono essere ignorate nemmeno per un secondo, il rischio è molto alto”.
Durante tutto l’approntamento al poligono di Monteromano si sono addestrati, sotto il comando del generale Antonio Bettelli, 800 uomini in due settimane di intenso lavoro che ha riguardato ogni aspetto, da quello teorico e culturale a quello logistico.
Dopo Monteromano l’esercitazione è proseguita a Bracciano dove la brigata ha messo a punto le ultime tecniche prima di partire per la missione vera e propria che li terrà lontano da casa per almeno sei mesi.
Maria Letizia Riganelli
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