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Viterbo - Lettere - Jacopo Malachin scrive per segnalare episodi di microcriminalità

Il centro ridotto a un campo di battaglia

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Viterbo

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Riceviamo e pubblichiamo – “Gooooood Mooooorniiing Viterbooo!”.

Se fossimo in un film inizierei questo racconto in questo modo. Chi vi scrive è un normalissimo cittadino del nostro splendido capoluogo (fin quando esisterà una provincia), che ha deciso di vivere in centro e soprattutto di vivere il centro.

Da tre anni ormai sono residente in una delle vie principali del passeggio diurno e notturno. Soprattutto notturno. In questi tre anni ho potuto constatare mio malgrado un peggioramento della qualità della vita via via maggiore, fino a giungere ai giorni nostri.

Oggi la situazione non è più di degrado, ormai siamo in piena guerra. Ebbene sì, una delle più belle città italiane, mi permetto di dirlo dopo averne cambiate almeno una decina negli ultimi dieci anni, è ormai ridotta ad un campo di battaglia.

Piazza della Repubblica, largo Marconi, via Dobici, via Sacchi e chi più ne ha più ne metta, sono territori occupati nottetempo da decine di gruppi di ragazzi, spesso minorenni, completamente allo sbaraglio, il più delle volte incredibilmente ubriachi che interpretano il divertimento come distruzione e devasto del suolo pubblico e delle autovetture altrui.

Personalmente ho subito un danno di 2500 euro alla carrozzeria della mia automobile, si vedevano le impronte delle scarpe che avevano passeggiato sul cofano anteriore e sul tetto fino a rigarlo e ad abbozzarlo tutto. Non contenti hanno completato l’opera rigando le fiancate e distruggendo uno fanalino posteriore.

Ma questo sarebbe banale microcriminalità che è presente in tutte le città. La vera questione è la sporcizia e l’immondizia che abbandonano liberamente per strada. Camminare in questi luoghi dopo che i lanzichenecchi si ritirano significa passeggiare su una distesa di vetri rotti schivando selle di motorini divelti, usati per giocare a pallone e bottiglie ancora intere che rotolano in giro.

Una situazione vergognosa. Le forze dell’ordine a cui mi sono rivolto, giustamente hanno le mani legate dalle leggi, che tutelano dei teppisti, seppur minorenni, e dalle finanziarie che li hanno ridotti a poco più che ricordo di una sicurezza ormai scomparsa.

In tanti potrebbero pensare di usare come capro espiatorio l’organizzazione di eventi che popolano il centro. Lungi da me addossare la colpa a Caffeina, Medioera o qualsiasi altra cosa. La principale colpa risiede nelle famiglie che abbandonano i ragazzi perché a loro stessi senza curarsi che dei minorenni tornino alle 3 del mattino completamente ubriachi a casa dopo aver distrutto e devastato tutto ciò in cui incappano.

Stavolta è capitato a me, ma nessuno può sentirsi al sicuro. Padri e madri, aiutate la città, educando i vostri figli.

Jacopo Malachin


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25 luglio, 2012

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