![]() Ugo Sposetti |
Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore,
Leggendo il contributo di Sposetti, abbiamo compreso il vero male del Pd viterbese.
Una sorta di maledizione, non si può cambiare nulla né la strategia, lo schema di gioco, né tantomeno i giocatori.
Sposetti già presidente della provincia di Viterbo, già sindaco di Bassano in Teverina, già tante cose, dopo aver provato a candidarsi a sindaco di Viterbo con risultati molto modesti confrontati solo con quelli che hanno perso, ci ripropone la candidatura di Fioroni o perché no, come alcuni suoi amici dicono in giro, la candidatura del consigliere Parroncini.
Viterbo ha bisogno di cambiare, le minestre riscaldate non servono. Innoviamo anche la strategia, la sinistra unita al primo turno che si dovrà apparentare al secondo turno con l’Udc è lo schema che il candidato Sposetti ha messo in piedi l’ultima volta ed è stata una débacle. Cambiamo, il Pd ha solo da guadagnare ad aprirsi alla società, a quella enorme platea di elettori moderati che non ne possono più di una destra litigiosa, frammentata, incapace di governare.
Un consiglio senatore: smetta di pensare che Viterbo si governerà grazie alle alchimie delle alleanze o delle primarie dei tifosi.
Nel suo parlare non c’e mai un progetto di Viterbo, un futuro da costruire, una speranza da dare. Per costruire l’alternativa allo sfascio della destra occorre parlare al cuore dei Viterbesi condividere con loro una proposta di città e di sviluppo possibile.
Una sola richiesta, lei, Parroncini, Fioroni riposatevi un pochino lasciateci liberare le nostre potenzialità. Potremmo anche sbagliare, ma insomma anche in questo campo lei da Viterbo a Montalto ha già dato. Ora faccia provare noi.
Cristina Sorrentino
Dalila Corsini
due iscritte del Pd
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