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Reggio Calabria - Il segretario della Cgil Maurizio Landini al corteo per il meridione, con le altre sigle sindacali

“I giovani se ne stanno andando dal Sud”

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Maurizio Landini

Maurizio Landini

Reggio Calabria – Chiedono di essere ascoltati. Se il governo non lo farà, promettono di non escludere nessuna iniziativa, compreso lo sciopero generale di tutte le categorie. 

Cgil, Cisl e Uil e 25mila lavoratori sfilano al corteo per il sud a Reggio Calabria. “Ripartiamo dal sud per unire il paese” è lo slogan di questa manifestazione voluta dalla Triplice per ricordare le enormi potenzialità inespresse del meridione e il divario mai colmato col nord. 

“C’è un arretramento di tutto il Paese rispetto all’Europa e non solo – ha detto il numero uno di Cgil Maurizio Landini -. Per noi l’Italia va unita e non divisa. Basta con le logiche dell’autonomia differenziata, che aumentano ancora di più le disuguaglianze”. Poi l’affondo alla politica dei porti chiusi, sbandierata dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. “È sotto gli occhi di tutti la contraddizione di chi ha raccontato che saremmo un Paese invaso e che i problemi si risolvono chiudendo i porti, senza rendersi conto però che i giovani, soprattutto del Mezzogiorno, se ne stanno andando. Purtroppo questo è un modo per disperdere intelligenze e capacità a beneficio di altri Paesi più furbi che ne beneficiano”.

Carmelo Barbagallo (Uil), dal palco di Reggio Calabria, ha sostenuto che “il sud è rimasto lettera morta per molti anni” attaccando “le regioni che non usano i fondi europei e di coesione sociale” che “andrebbero commissariate”. Annamaria Furlan (Cisl) mette il dito nella piaga della sanità meridionale: “È necessario intervenire per mettere fine a quello che sta sempre più diventando un gravissimo problema sociale: i cosiddetti ‘viaggi della speranza’ nel settore della sanità”.


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22 giugno, 2019

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