![]() Il palazzo Baronale di Sipicciano |
– Dopo oltre quattro secoli ritornano alla luce gli affreschi del Palazzo Baronale di Sipicciano, un piccolo borgo con una grande storia, nel cuore della Tuscia viterbese.
La sorprendente scoperta è avvenuta nel 2003 per merito del ricercatore storico locale Claudio Mancini che, su segnalazione dell’amico Fabiano Fagliari Zeni Buchicchio, ha rinvenuto in un archivio umbro la commissione di Alberto Baglioni – esponente illustre della famiglia Baglioni, conosciuta nella Teverina per aver dominato sul ricco feudo composto dai territori di Castel di Piero (oggi San Michele in Teverina), Graffignano e Sipicciano – al pittore viterbese Orazio Bernardo, nella quale il mecenate chiede di realizzare una serie di raffigurazioni celebrative della Famiglia alte “sei palmi” lungo l’intero perimetro superiore dell’Aula Magna del suo palazzo di Sipicciano (oggi Palazzo Baronale).
Il contratto, datato 11 maggio 1577, prevedeva la realizzazione dell’opera per un prezzo complessivo di 34 scudi, da eseguire prendendo a modello gli affreschi e i fregi presenti ad Amelia nel palazzo Cansacchi, proprietà dell’omonima famiglia amerina, con la quale Alberto Baglioni aveva relazioni frequenti e affinità di parentela.
All’importante scoperta, che va ad arricchire il già significativo patrimonio storico-artistico di Sipicciano (gli affreschi del sec. XV nella chiesa di San Bernardino e il ciclo di affreschi del sec. XVI con scene della vita di San Francesco della Cappella Baglioni nella ex chiesa di S. Maria Assunta in cielo), è seguita una sinergia di azioni e di persone che hanno permesso di riportare alla luce gli affreschi. Alla ricerca minuziosa e alla lettura dei documenti di archivio di Claudio Mancini, si è aggiunto l’impegno costante per il reperimento dei fondi e la cura dei rapporti con il Ministero per i Beni Culturali di Stefania Profili, anch’essa di origini locali e sensibile da sempre al patrimonio artistico di Sipicciano. Senza dimenticare, poi, la sensibilità dimostrata dalla proprietà del Palazzo, l’Università Agraria di Sipicciano (Ente di diritto agli Usi Civici), che grazie al prezioso contributo degli ultimi due Presidenti, Adrio Savini prima e Giulio T. Curti oggi, ha reso possibile l’espletamento della complicata parte burocratica per la gestione del finanziamento Arcus.
I lavori di recupero sono opera del restauratore esperto Rossano Pizzinelli, che già agli inizi degli anni ’90 aveva curato il recupero degli affreschi della Cappella Baglioni. Gli affreschi rinvenuti formano una fascia che corre lungo l’intero perimetro superiore dell’Aula Magna del Palazzo Baronale, sotto il soffitto di legno a cassettoni recentemente restaurato. Le raffigurazioni di paesaggi, animali fantastici e figure allegoriche con alcune iscrizioni latine sono interrotte, al centro di ogni parete della sala, da quattro medaglioni ognuno dei quali incornicia il volto di un personaggio maschile, compreso quello del committente. Agli angoli i putti sorreggono gli emblemi araldici della famiglia. I colori caldi e vivi e le figure umane con una marcata stilizzazione al limite del grottesco, collocano perfettamente gli affreschi nella produzione tardo manieristica che, nella seconda metà del ‘500, è molto fiorente in area viterbese.
A distanza di quasi un anno dall’inizio dell’intervento i lavori di restauro sono completati. Purtroppo alcune parti della fascia sono andate irrimediabilmente perdute a causa del distacco dell’intonaco, ma l’accurato recupero permette comunque oggi all’osservatore di godere di una bella visione d’insieme dell’aula magna del Palazzo Baronale e di riportarlo ad un passato ricco di storia, quale è sicuramente stato – e se ne hanno continue conferme – quello di Sipicciano.
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