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Catania - Per il tribunale del Riesame non ci sono elementi per la custodia cautelare - Il pianista era il sovrintendente della stagione lirica dell'Unione, è accusato di estorsione

Gianfranco Pappalardo Fiumara torna in libertà

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Il pianista Gianfranco Pappalardo Fiumara

Il pianista Gianfranco Pappalardo Fiumara

Catania – Il pianista Gianfranco Pappalardo Fiumara torna in libertà.

Il tribunale del Riesame di Catania ha annullato l’ordinanza del gip che disponeva la custodia cautelare per il pianista accusato di estorsione tentata e consumata ai danni del parroco della chiesa San Matteo di Trepunti, padre Luigi Privitera.

E’ quanto si legge sulle pagine del quotidiano La Sicilia. Pappalardo Fiumara era stato arrestato lo scorso 6 giugno.

Il pianista internazionale, ex vicesindaco di Riposto, era sovrintendente della stagione lirica dell’Unione e si era anche esibito nel teatro viterbese.

Le accuse restano, ma sottolineano i difensori del pianista, avvocati Francesco Strano Tagliareni e Enzo Guarnera: “Non solo non c’erano le esigenze cautelari ma non sussistevano pericolo di fuga, di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio”. 

“Appare evidente che il provvedimento impugnato – scrive nella sentenza il Riesame – pur essendo ampiamente motivato con riguardo alla gravità indiziaria, è privo di motivazione in ordine al profilo cautelare, essendosi limitato il gip a individuare la misura cautelare da applicare al ricorrente, senza fornire alcuna indicazione in ordine alla tipologia delle esigenze cautelari sottese alla misura scelta e alle ragioni per le quali abbia ritenuto sussistenti le stesse”.


Presunzione di innocenza

Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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26 giugno, 2019

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