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Cronaca - Renzo Stucchi, l'imprenditore che ha realizzato la Piantata, parla di come gli è nata l'idea e della festa che promuove ormai da nove anni a Tuscania, in programma dal 29 al 30 giugno

Una casa sospesa tra cielo e terra in mezzo alla lavanda

di Paola Pierdomenico
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Arlena di Castro - Un campo di lavanda

Arlena di Castro – Un campo di lavanda

Arlena di Castro - La Piantata

Arlena di Castro – La Piantata

Arlena di Castro - La Piantata

Arlena di Castro – La Piantata

Arlena di Castro - La Piantata

Arlena di Castro – La Piantata

Arlena di Castro - La Piantata

Arlena di Castro – La Piantata

Arlena di Castro - La Piantata

Arlena di Castro – La Piantata

Arlena di Castro - La Piantata

Arlena di Castro – La Piantata

 

Arlena di Castro - Un campo di lavanda

Arlena di Castro – Un campo di lavanda

Arlena di Castro – Vietato calpestare i sogni… E’ la scritta su una aiuola lungo il viale di ingresso della Piantata ad Arlena di Castro. La casa sull’albero immersa nei campi di lavanda nel cuore della Tuscia.

A realizzarla è stato Renzo Stucchi, imprenditore lombardo che per 27 anni ha lavorato per Cacharel e che per altrettanti anni è stato a contatto con la Provenza. Gli è rimasta così nel cuore da portarsela dietro quando si è trasferito ad Arlena di Castro mollando il suo lavoro per reinventarsi una nuova vita.

L’occasione è arrivata dall’acquisto di una vecchia azienda agricola abbandonata. Un antico casale della fine del Settecento, circondato da più di 40 ettari di terra con tantissime piante di ulivo.

E’ stato amore a prima vista. La struttura è circondata dal verde e, in lontananza, si vede anche il mare.

Ma il colpo di fulmine è arrivato vedendo, in mezzo a quella tenuta, nel bosco, un’enorme quercia che secondo la forestale è la più antica d’Italia, di 7/800 anni”.

26 metri di altezza e 4,90 di circonferenza. Maestosa.

“All’inizio – dice – pensavo di costruire un hotel di charme, ma appena ho visto la quercia ho pensato a una casa sull’albero”.

Dal 2005, questo posto tra cielo e terra è realtà e meta di turisti da tutto il mondo e artisti di fama nazionale e internazionale.

44 metri quadrati in cedro rosso canadese, che è un anti tarme naturale, sospesi a circa 8,5 metri da terra. Tra i rami della quercia. Dove non c’è tecnologia. Circondata dai campi di lavanda, una quindicina di ettari in tutto, che gli hanno ispirato un’altra idea.

Da nove anni a Tuscania c’è la festa della lavanda. L’edizione di quest’anno si svolgerà il 29 e 30 giugno col paese che si colora e si profuma.

“La fioritura – spiega – avviene da aprile e adesso c’è il picco. Non è difficile coltivarla, l’unica cosa che dà fastidio a questa pianta è il ristagno dell’acqua. Ne abbiamo alcune che hanno 17 anni. 

Ne ricaviamo birra, miele, pasta, spray da borsetta anti zanzara, oli per il mal di testa, piccole ferite e anche l’herpes. Di lavanda se ne fa uso da sempre, in cucina, come prodotto di bellezza e anche per il potere curativo”.

Paola Pierdomenico


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28 giugno, 2019

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