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Lettere - Montalto di Castro - Scrive Giuseppe Cesarini

“Malato gravemente costretto a esborsi di rilievo nonostante la totale esenzione”

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Tarquinia - L'ospedale

Tarquinia – L’ospedale

Montalto di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Vorrei segnalare lo stato in cui versa la sanità della nostra provincia e delle sofferenze che crea a chi purtroppo deve ricorrervi.

Spero che tale testimonianza sia fautrice per un cambiamento che all’occorrenza sarà coadiuvata dall’autorità competente per territorio.

Quanto sopra, è dovuto nel mio caso, nell’avere un padre avanti con l’età e per cui, necessitano di periodici e costanti controlli per arginare una crescente e miserabile sofferenza.

Per questo ci si aspetterebbe non dico una consapevolezza umana, ma quantomeno una organizzazione fluida ed efficiente nel limite del possibile, con controlli periodici e complessi, a distanza di 90/95 giorni, inutile dire che pur essendo totalmente “esente” è costretto ad esborsi economici di rilievo, (una pensione al limite della decenza) perché se aspettasse l’ordinaria prenotazione (ormai costantemente di mesi se non l’anno successivo) di certo arriverebbe a miglior vita.

Questa amara e intollerante vicenda, che mi riguarda, nasce dal marzo scorso il 28 per l’appunto alla solita visita di controllo con annesse analisi e reperti medici allegati; obiettivo successivo era quello di rivedersi con il medico possibilmente entro luglio, l’unico obbligo di mio padre era quello di rifare tutte quelle analisi ed eco che il caso clinico richiede, è ovvio che per gli specifici accertamenti non è possibile portarlo a termine atteso le prenotazioni ormai a lunghe scadenze. 

Per cui non rimane che rivolgersi a quelle strutture private con oneri di tutto rispetto e con della rabbia che ti prende non appena senti il corrispettivo che devi pagare e fin qui quasi tutto “normale”, finché il 27 giugno alle 15 circa, mia madre riceve una telefonata da parte ufficio non meglio identificato dell’ospedale di Tarquinia, dove le dicono che la visita prenotata per il giorno 2 luglio non può essere effettuata, motivando tale “disguido”: “la dottoressa è andata in pensione pertanto deve trovarsi un nuovo medico” mia madre risponde razionalmente facendo presente che un comportamento etico/professionale avrebbe per logica, trovato nel caso un sostituto, anche perché non è corretto avvisare solo 5 gg. prima della scadenza della programmata visita.

Come era logica, la responsabilità non era di chi chiamava la “fortuna” – se così si può dire – è che mio padre ha vicino dei familiari che possono e vogliono seguirlo, ma mi domando chi non ha tale “fortuna” ed è solo, come fa? Lasciamo queste persone sole destinate a morire di inedia, abbandonate al loro destino viste le oggettive testimonianze?

Comunque, per concludere, mi precipito al Cup di Montalto e spiego quanto sopra e, nel totale e incolpevole imbarazzo, mi danno un nuovo appuntamento, che sarà per il prossimo 8 novembre c.a., ma vi rendete conto?

Con un ulteriore danno perché sono da rifare di nuovo tutte le analisi perché queste non avranno riscontro per il prossimo appuntamento! D’altronde è cronaca di questi giorni delle difficoltà oggettive in cui versa l’Ospedale di Tarquinia che, a detta di chi vi lavora, sta lentamente morendo rischiando la chiusura di un altro reparto (ortopedia) dato che non vi è un naturale avvicendamento nonché integrazione di personale.

Quale giustificazione si può adottare a difesa di questa assurda vicenda? Chi dobbiamo ringraziare per tutto ciò? E’ logico che dei poveri anziani e non solo, il più delle volte per una visita deve andare da Montalto a Civita Castellana oppure ad Acquapendente nelle migliori delle ipotesi se non fuori regione?

Spero che tale testimonianza sulla condizione in cui versa la Sanità Provinciale sia in qualche modo fautrice di un cambiamento (ma non ci credo) all’occorrenza coadiuvata dall’autorità competente per territorio.
 

Giuseppe Cesarini


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29 giugno, 2019

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