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Viterbo - La testimonianza di alcuni rifugiati di un centro di accoglienza a Proceno - L'episodio sarebbe accaduto il primo luglio alle 6 e mezza di mattina - VIDEO

“L’autobus non si è fermato perché siamo africani…”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “L’autobus è passato ma non si è fermato”. Perché? La risposta. “Perché siamo africani”. Sarebbe successo a Proceno, in provincia di Viterbo, lunedì primo luglio. A raccontarlo un gruppo di stranieri trasferiti lo scorso fine settimana da Graffignano e Bomarzo in un centro di accoglienza nel piccolo comune a nord della Tuscia.

I ragazzi, una decina in tutto, il primo luglio di sono alzati di buon ora. Alle cinque di mattina. Per arrivare a Viterbo e andare a protestare sotto la prefettura. Per sapere i motivi dell’improvviso trasferimento da Graffignano-Bomarzo a Proceno e per far presente al prefetto Giovanni Bruno le condizioni in cui si sono trovati a vivere dopo lo spostamento da un posto all’altro.


Viterbo - I ragazzi del centro di accoglienza di Proceno

Viterbo – I ragazzi del centro di accoglienza di Proceno


Fatti una quarantina di minuti a piedi e arrivati sul posto, con tanto di abbonamento in tasca, validità un anno, si sono messi ad aspettare l’autobus a una delle fermate Cotral di Proceno. Orario di arrivo previsto, le 6 e mezza di mattina.


Viterbo - Gli abbonamenti Cotral

Viterbo – Gli abbonamenti Cotral


Però l’autobus Cotral non si sarebbe fermato. E secondo la testimonianza dei ragazzi sarebbe stato vuoto. Soltanto l’autista. “Appena lo abbiamo visto – hanno detto i ragazzi stranieri – abbiamo richiesto la fermata con un cenno della mano. L’autista ci ha visto ma non si è fermato. Era un autobus del Cotral. E secondo noi lo ha fatto perché siamo africani. Abbiamo aspettato l’autobus successivo, che passava attorno alle 9. Con noi, a quell’ora c’era anche un ‘bianco’. E pensiamo che l’autobus si sia fermato grazie a lui”.

Daniele Camilli


Video: Il racconto dei ragazzi stranieri di un centro di accoglienza a Proceno 


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3 luglio, 2019

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