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Viterbo - Presentata così questa mattina dall'assessore ai lavori pubblici Laura Allegrini l'installazione realizzata a San Carluccio

“Progetti d’autore per dare un valore estetico e culturale alle piazze”

di Maurizia Marcoaldi
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Viterbo - Presentazione progetto piazza San Carluccio

Viterbo – Presentazione progetto piazza San Carluccio

Angelo Sambuci e Francesco Pucciatti

Angelo Sambuci e Francesco Pucciatti

Luigia Melaragni e Alessandra Di Marco

Luigia Melaragni e Alessandra Di Marco

Il sindaco Arena, Alessia Mancini e Martina Spatoliatore

Il sindaco Arena, Alessia Mancini e Martina Spatoliatore

Daniela Lai e Martina Spatoliatore

Daniela Lai e Martina Spatoliatore

Viterbo - Presentazione progetto piazza San Carluccio

Viterbo – Presentazione progetto piazza San Carluccio

Viterbo - Il progetto di arredo urbano a piazza San Carluccio

Viterbo – Il progetto di arredo urbano a piazza San Carluccio

Viterbo - Presentazione progetto piazza San Carluccio

Viterbo – Presentazione progetto piazza San Carluccio

Viterbo – “Abbellire le piazze con l’arredo d’autore per dare un valore estetico e culturale ai progetti”. E’ stato presentato così questa mattina dall’assessore ai lavori pubblici Laura Allegrini il progetto di arredo urbano realizzato a piazza San Carluccio. 

Cinque sedute a forma di ciottolo o sasso, un’aiuola e un totem arricchito da piastrelle in ceramica. Il progetto nasce con i finanziamenti di un bando regionale del 2016, vinto dalle rete imprese Viterbo capitale medievale. Un bando che nel complesso ha previsto lo stanziamento di 100 mila euro. Per Il progetto realizzato a piazza San Carluccio sono stati utilizzati circa 9 mila euro.

All’inaugurazione erano presenti Alessandra Di Marco, presidente della rete di imprese Viterbo capitale medievale, Luigia Melaragni, segretaria Cna Viterbo, Giorgia Di Fusco, manager della rete di imprese Viterbo capitale medievale.

“Un progetto pensato per rendere ancora più vivibile la piazza – ha chiarito l’assessore – evitando magari anche l’eventuale parcheggio delle macchine da parte di qualcuno. Con il totem poi l’omaggio a Viterbo come città della ceramica”.

A spiegare l’opera realizzata l’architetta ideatrice dell’installazione Martina Spatoliatore. “Il progetto – ha spiegato – nasce per valorizzare una delle più belle piazze di Viterbo che apre le porte al quartiere medievale di San Pellegrino. Ho voluto creare un luogo di ritrovo per la comunità dove il cittadino potesse percepire l’armonia tra uomo e natura”.

L’opera, che sarà permanente, vuole richiamare la natura sia nella forma che nella distribuzione dell’arredo urbano. Cinque sedute sono posizionate al centro della piazza. Saranno delle vere e proprie panchine a disposizione di residenti e turisti, ma per la loro forma e per il loro materiale il cittadino avrà forse la sensazione di stabilire un contatto più diretto con la natura e la tradizione della città.

A chiarire il concetto l’architetta. “Le sedute – ha detto – sono a forma di ciottolo o sasso, una pietra levigata dallo scorrere dell’acqua che è il principale elemento naturale fonte di vita. Sono realizzate con un materiale tipico della tradizione locale viterbese, il peperino, di cui Angelo Sambuci è un grande artigiano. Questo materiale valorizza ancora di più la forma naturale e organica della seduta in quanto pietra, che altrimenti non avrebbe avuto lo stesso effetto evocativo”.

A realizzare materialmente l’opera l’artista Angelo Sambuci in collaborazione con Francesco Pucciatti. “Nessuna seduta è uguale all’altra – ha spiegato Angelo Sambuci – così come capita in natura dove nessuna pietra viene levigata dall’acqua allo stesso modo. Le sedute sono tutte bombate proprio per evitare che l’acqua ristagni. Ogni blocco è un’opera unica. Sono alzate leggermente da terra per dare un maggior senso di leggerezza”

Poi il totem in omaggio a Viterbo come città della ceramica. Sul totem le piastrelle in ceramica realizzate dall’artista Daniela Lai che illustrano le varie decorazioni e le colorazioni che si sono susseguite nel corso dei secoli nel viterbese. Tra queste spicca la Zaffera, una particolare tipologia di maiolica dal decoro in blu cobalto a rilievo. Tra i motivi delle piastrelle anche il leone rampante, stemma della città di Viterbo. 

“Sotto le piastrelle in ceramica c’è il peperino, pietra ben predisposta ad accogliere lo smalto ceramico e resistente all’acqua – ha chiarito Daniela Lai –. I motivi sono tutti della tradizione viterbese. Sono messi in maniera sparsa e cromatica per colpire l’occhio. Abbiamo preso spunto dai butti. Poi la scritta forata ‘Città della ceramica’ dove la luce passa e proietta le lettere a terra”. 

Presente anche il sindaco Giovanni Arena che nel suo intervento ha ringraziato la Cna per il “rapporto continuativo” con l’amministrazione.

Poi i complimenti di Alessia Mancini. Piccolo rammarico dell’assessore però per qualche dichiarazione rilasciata alla stampa dove si dice che non ci sono incentivi per il centro storico. “Mi viene da pensare – ha concluso Alessia Mancini – che forse con 9 mila euro avremmo potuto fare altro, ma suona strano perché le critiche sono venute proprio da chi questo progetto lo ha voluto come l’ho voluto io”.

Maurizia Marcoaldi

 


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5 luglio, 2019

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