Viterbo – Le esportazioni sono in affanno ma non per tutti, cresce il numero delle imprese ma calano i depositi, mentre il turismo ha un ottimo potenziale che si sta trasformando in realtà.
In camera di commercio la presentazione del 19esimo rapporto sull’economia nella Tuscia, nell’annuale giornata dell’economia. Dati non proprio confortanti.
Viterbo segue e risente di un trend nazionale non favorevole, tuttavia punti di forza non mancano. Agricoltura, settore ceramico e poi quello turistico.
“Un comparto – spiega il segretario generale Francesco Monzillo – che rimane un’ottima potenzialità che se si sta trasformando in realtà”.
In un anno, dal 2017 al 2018 gli arrivi sono cresciuti dell’8,7%. “Con le presenze straniere aumentate del 17%, finora erano il nostro tallone d’Achille. Segno di una notorietà che va crescendo e che ora dovremo essere bravi a gestire”.
Visitatori italiani fanno segnare un passo in avanti del 6,6%. Crescono del 26% le presenze, con 3,8 giornate medie di permanenza. “Dato in controtendenza – sottolinea Monzillo – siamo al trentesimo posto in Italia come indicatore”.
Positivo pure il numero delle imprese: +0,7%. Agricoltura sostanzialmente stabile, calano le attività manifatturiere e le costruzioni. Crescono alloggio e ristorazione (+2,7%) e i servizi alla persona (+3,5%).
Tuscia indietro, invece, per ricchezza procapite. 18,762 euro, rispetto ai 26.034 del paese.
Le esportazioni arrancano, ma non per tutti i settori. Il segno meno generale è dell’8% e tra i vari settori l’agroalimentare è quello che fa peggio (-28,5%).
La ceramica cresce, si esporta di più per il 2,6%, mentre tessile e abbigliamento fa +8%.
La propensione all’export nella Tuscia è ancora bassa (6%), rispetto al 29% dell’Italia. La Tuscia esporta per il 76% verso l’Europa, che ha fatto segnare il passo per l’11,7%. E se le merci verso la Francia sono aumentate del 4%, in direzione Germania la flessione è sostanziosa (-39,3%).
“Al netto della Germania – fa notare Monzillo – il dato sarebbe positivo del 2%”. Verso l’Asia flessione del 3,3%, America +21,8% Africa +20,2%. Con la Cina che resta una chimera: “Lontana a livello Italia e ancora più lontana per la Tuscia”.
Fronte mercato del lavoro, l’occupazione indietreggia dell’1,3% (Italia +0,2%), mentre la disoccupazione è a quota -11,1% (Italia -5,2%).
Uno spiraglio positivo arriva dalle dichiarazioni da parte delle imprese. Per i fatturati, attività manifatturiere + 0,40%, al cui interno la ceramica fa segnare +4,4%. I servizi sono a +0,60%. Meno bene il commercio (-4,90%), costruzioni (-0,20%).
“A fronte di dati non sempre confortanti – osserva il presidente della camera di commercio Merlani – qualcosa ci rincuora. Abbiamo bisogno di un’iniezione di fiducia.
L’economia italiana soffre e lo stesso è per la Tuscia, con qualche piccolo passo indietro in più rispetto al resto del paese.
Da noi si concentrano le attività tradizionali, le più penalizzate”. Ma a Viterbo c’è chi cresce. “Il comparto ceramico – spiega Merlani – il coraggio d’imprenditori capaci di cambiare e rimettersi in gioco ha fatto sì che il settore sia leader nelle esportazioni. Da un periodo di crisi nera, dopo la vicenda delle stoviglierie, le imprese si sono rimesse in gioco facendo ripartire un abito in profonda crisi”.
Diversi gli ospiti nella sala conferenze della camera di commercio, la presidente del tribunale, associazioni di categoria, imprese e rappresentanti del mondo politico locale.
Umberto Fusco, senatore Lega, punta sulle infrastrutture. “Mancano 18 chilometri per completare la Trasversale, non è possibile attendere. Per la Cassia c’è il progetto di raddoppio. Per non parlare della ferrovia. Abbiamo tre linee”. Verrebbe da dire, non ne fanno per una.
E se le esportazioni segnano il passo, per Fusco c’è una riposta: “Dobbiamo aprire alla Russia”.
Enrico Panunzi, consigliere regionale Pd, mette in guardia, c’è poco da inventarsi: “Ci sono settori che rappresentano la vocazione del territorio – spiega Panunzi – l’agricoltura è quella che in ambito regionale contribuisce più di altre province. Anche in ambito biologico.
C’è la legge sui biodistretti da sfruttare. Poco mi appassiona il dibattito sulle derive per usi impropri in agricoltura. Stiamo rovinando l’immagine del territorio”.
Riferimento alle polemiche sulla coltivazione di nocciole. “Le Langhe sono patrimonio Unesco – ricorda Panunzi – e sono nostre concorrenti per la produzione di nocciole. La discussione va portata in ambito scientifico, cercando di non fare danni”.
Risposte potranno arrivare da una proposta di legge sugli interporti. Firmatario è Mauro Rotelli, deputato FdI: “Un testo da condividere – sostiene Rotelli – tra i provvedimenti governativi, poi, le imprese dei sanitari che risparmiano acqua non sono ricompresi nell’ecobonus. È qualcosa da preservare e portare avanti.
Lo sbloccacantieri è un altro provvedimento che può avere effetti sul territorio. La nomina dei commissari si potrebbe ripercuotere sulla trasversale”.
Ha moderato l’incontro Federica Ghitarrari della camera di commercio, mentre Tiziana Laureti e Ilaria Benedetti hanno presentato lo stato dell’arte della digitalizzazione nella Tuscia e sempre in tema, è stata proposta l’esperienza di Hubstractact, made for art. Startup operativa da quasi cinque anni nell’incubatore a valle Faul e che si occupa di valorizzare e promozione dei beni culturali.
Giuseppe Ferlicca
Articoli:Enrico Panunzi:“Turismo, agricoltura e ricettività, punti di forza del nostro sistema economico” – Mannino (Cisl): “Se la Tuscia venisse inserita fra le aree di crisi avrebbe la possibilità di risollevarsi” – Sabatini (Tusciaexport): “Dati export della Tuscia ancora in chiaroscuro”
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