Viterbo – Pedofilo seriale inchiodato dalle telecamere, salgono a quattro le vittime. Sarebbe un maniaco seriale il pakistano 29enne arrestato lo scorso primo giugno con l’accusa di violenza sessuale ai danni di due minorenni, di 11 e 13 anni, pedinate e aggredite in centro, il 2 maggio, nel quartiere di San Faustino.
A inchiodarlo, oltre all’identikit fornito dalle vittime, sentite in forma protetta, i filmati della videosorveglianza.
A suo carico sarebbero state formalizzate altre due denunce, dopo che altre due presunte vittime, sempre minori, lo avrebbero identificato, effettuando il riconoscimento fotografico. Sarebbero state aggredite a distanza di pochi giorni dalle altre due, sempre in centro e sempre con lo stesso modus operandi.
Proseguono intanto le indagini difensive degli avvocati Samuele De Santis e Marina Bernini. “Al setaccio anche altre telecamere della videosorveglianza, oltre a quelle su piazza San Faustino”, ricordano i legali.
Il pubblico ministero Chiara Capezzuto, titolare delle indagini della procura, avrebbe nel frattempo chiesto al gip Francesco Rigato l’incidente probatorio per cristallizzare la versione delle vittime, così da fissare una volta per tutte i loro ricordi ed evitare loro di dover testimoniare in aula nel caso di un eventuale processo.
Il 29enne, tuttora recluso a Mammagialla, avrebbe detto ai suoi legali di avere cambiato strada in piazza San Faustino, come si vede anche nei fermo immagine dei tre video prodotti dall’accusa.
“È andato proprio andato da un’altra parte, non ha seguito le bambine, lui non c’entra niente”, ribadiscono i difensori. Di sicuro sarebbe stato diretto in tabaccheria, come ha affermato e come si evincerebbe dalla scarpe da ginnastica del cliente immortalato dai video della rivendita di via Maria Santissima Liberatrice, della stessa foggia di quelle indossate dall’indagato.
L’uomo, un operaio agricolo regolare in Italia, finora era accusato di avere molestato una bambina di 11 anni e una ragazzina di 13 anni, a poche ore di distanza l’una dall’altra, lo scorso 2 maggio. La tredicenne sarebbe stata inoltre pedinata, qualche giorno dopo, il 6 maggio, mentre andava a lezione di inglese. Adesso, con le due nuove denunce, la situazione per lui potrebbe aggravarsi.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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