![]() Giovanni Gidari |
Riceviamo e pubblichiamo – La farmacia comunale un patrimonio da potenziare e non da vendere.
Il sindaco Aquilani continua a non essere chiaro sulla vicenda della farmacia comunale ubicata a Tre Croci, pur ammettendo le anomalie gestionali riscontrate.
L’ubicazione della farmacia nella frazione di Tre Croci non è assolutamente in discussione, in quanto è stata autorizzata a suo tempo dalla Regione Lazio come farmacia rurale per dare un servizio a questa e altre zone limitrofe.
La farmacia fu il frutto di un impegno dedicato da tutto il consiglio comunale, dall’associazione locale del Sassogrosso e, in particolare, da tutti gli abitanti di Tre Croci per riuscire ad ottenere questo importante servizio. Oggi rappresenta un patrimonio comunale che, indubbiamente, deve essere conservato, anzi potenziato, anche attraverso una nuova sede da realizzare nella stessa frazione, così come era stato già previsto sin dalla sua istituzione.
Un patrimonio da non svendere ai privati.
E’ inutile che il sindaco Aquilani sposti la discussione su altri argomenti, e ci narri la bella storia della farmacia, per tentare di distogliere l’attenzione dal vero problema gestionale e dall’intenzione di cedere a privati le quote societarie, e poi, cercando di giustificarsi nascondendosi dietro a leggi che riguardano la gestione dei servizi pubblici locali di cui, ad oggi, non vi sono interpretazioni e pronunciamenti univoci, ci descriva la necessità di procedere alla cessione ai privati delle quote.
La farmacia comunale può produrre servizi sociali per le persone meno abbienti e, nel contempo, generare un utile per il Comune, anziché perdite. Del resto, ci sono tutte le condizioni per poterlo fare, come implicitamente dichiarato anche dal sindaco.
Se la volontà di Aquilani è invece quella di vendere la farmacia, deve dirlo chiaramente, senza cercare giustificazioni con leggi di diversa e dubbia interpretazione, così come ha fatto in consiglio comunale domenica scorsa e continua a fare nei suoi comunicati stampa.
Perché il sindaco non spiega, nel dettaglio, la storia delle anomalie contabili riscontrate che hanno portato la società comunale che gestisce la farmacia in perdita? Perché si limita a dichiarare, con la solita frase di rito, che gli organi preposti al controllo faranno chiarezza sulle responsabilità, senza nemmeno porsi il problema di trovare una soluzione alternativa alla cessione ai privati?
Ma, soprattutto, perché non è venuto in consiglio comunale con un parere autorevole di un organo competente, che fornisca un’interpretazione priva di dubbi della legge e dica, con chiarezza, che il Comune di Vetralla, nello specifico caso, deve procedere alla vendita della farmacia comunale?
La situazione appare, senza ombra di dubbio, alquanto anomala ed è necessario, con la massima urgenza, fare chiarezza sulle responsabilità gestionali e prendere una chiara e netta decisione sul mantenimento della proprietà della farmacia in capo al Comune.
Giovanni Gidari
Consigliere Comunale
Lista “Progetto Vetralla”
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