Viterbo – (g.f.) – “Violenze di genere, 37 casi segnalati al pronto soccorso da inizio anno”. I numeri arrivano dal direttore generale Asl Daniela Donetti all’incontro della Rete antiviolenza di Viterbo, ieri mattina in provincia, con l’assessora regionale alle Pari opportunità Lorenza Bonaccorsi.
Contro la violenza sulle donne e non a caso, delle 37 richieste arrivate da gennaio, perlopiù si stratta di aggressioni verso donne e diverse su minori, come spiega Donetti.
Casi in aumento. “Il numero si è incrementato – spiega Donetti – per maggiori violenze o oggi c’è una maggiore emersione? Speriamo nel secondo caso, ma non abbiamo certezze”.
All’incontro in provincia anche l’assessora regionale Alessandra Troncarelli e la collega al comune di Viterbo Antonella Sberna, Guglielmo Trombetta, tenente colonnello dei carabinieri, esponenti delle istituzioni e associazioni. Fra queste, Erinna. Conferma i numeri preoccupanti.
“Esistiamo da 15 anni – spiega Anna Maghi – come centro antiviolenza, anche se a volte quando si affronta l’argomento, pare che a Viterbo non ci sia nulla. Non è così.
In questi anni abbiamo visto 750 donne, incontrate fisicamente e 30 in quello in corso. Poi tante telefonate ricevute”.
Per combattere la violenza, un’arma è educare i giovani: “Dobbiamo entrare nelle scuole – spiega l’assessora Alessandra Troncarelli – e promuovere la cultura del rispetto non solo della donna, ma dell’essere umano”.
Non siamo, comunque, all’anno zero. “Tra le iniziative – spiega l’assessora Bonaccorsi – la regione ha previsto un contributo di libertà. Individuata una persona uscita dal percorso protetto, la aiutiamo a riappropriarsi della sua vita, sostenendola, pagando il primo affitto, le bollette o altre spese. Per rientrare in possesso della sua libertà.
La regione sostiene anche gli orfani di vittime di femminicidio. Il fondo nazionale è stato azzerato, noi lo abbiamo reso non più un una tantum, ma strutturale. Il primo anno con diecimila euro e i successivi 5mila, fino al raggiungimento dei 29 anni d’eta”.
Nella violenza di genere, chi riceve una richiesta d’aiuto deve avere gli strumenti per affrontare la situazione che gli si presenta davanti.
“La formazione è importante – sottolinea Maghi – noi mettiamo a disposizione le nostre competenze. Ci teniamo molto al nostro modo di formare gli operatori, è molto rigoroso. Dura sei o sette mesi e va nel profondo.
Erinna esiste dal 1998, nonostante le varie amministrazioni comunali nel tempo siano state, voglio essere gentile, disattente. Ma con la “tigna” abbiamo ottenuto risultati, rosicchiato un cambiamento della cultura. Non figuriamo nemmeno sulla mappatura del governo, ma ci hanno pure finanziato cinque anni fa la casa rifugio”.
Quando parla, non è presente l’assessora comunale Sberna, era intervenuta poco prima.
“Abbiamo istituito – ricorda l’assessora ai Servizi sociali – un tavolo permanente con polizia locale e protezione civile, per il monitoraggio delle situazioni in tempo reale, così da intervenire a seguito di segnalazioni”.
Giuseppe Ferlicca
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