Viterbo – La sua ultima presenza in gialloblù è datata 14 marzo 2018.
In quel mercoledì di coppa si giocò la semifinale di ritorno tra Cosenza e Viterbese e nonostante la sconfitta per 2-1 a passare in finale, grazie al 3-1 dell’andata, fu proprio la squadra di Stefano Sottili.
La squalifica per somma di ammonizioni e lo 0-1 del Rocchi contro l’Alessandria convinsero il tecnico toscano a puntare anche nello sfortunato ritorno su Antony Iannarilli: un’ombra pesante per Roberto Pini, che dopo due anni da comprimario ha deciso di cambiare aria approdando in prestito stagionale all’Arzachena.
Rimasto nel cuore di molti tifosi della Tuscia, in Sardegna il giovane portiere (che nel 2016 ai piedi della Palazzina ha conquistato serie D e scudetto dilettanti da titolare fisso) ha trovato più continuità condividendo i guantoni da titolare con il più esperto Marco Ruzittu. La staffetta gli ha consentito di collezionare 18 presenze sulle 40 totali e aiutare gli smeraldini a raggiungere una bella salvezza all’esordio in serie C.
A estate inoltrata, poi, la notizia del suo ritorno a Viterbo che ha coinciso con quella dell’addio di Piero Camilli, che salvo sorprese andrà a concretizzarsi giovedì con il passaggio delle quote a Marco Romano.
L’imprenditore di Cassino vuole una squadra più giovane e il portiere classe ‘97 è pronto per una stagione che al momento lo vede come favorito per una maglia da titolare. Un obiettivo, quest’ultimo, che Pini aveva già dal momento in cui si apprestava a lasciare Viterbo, una città a cui è molto legato e dove è tornato anche a fine stagione per assistere ai playoff della “sua” Viterbese.
L’appuntamento, per lui e per tutti i suoi compagni, è fissato per venerdì quando sono in programma le visite mediche che anticiperanno l’inizio del ritiro. Al momento l’unico compagno di reparto di Pini è Bertollini che è stato promosso dalla Berretti e stando alle indiscrezioni di mercato anche il terzo estremo difensore della rosa sarà un giovane. La concorrenza sarà dunque minore e uno degli eroi del 2016 puó tornare a prendersi il suo scettro.
Samuele Sansonetti
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