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Lettere - Michela Torquati sul furto dell'opera di Alessio Paternesi

“L’amministrazione si senta responsabile”

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Risveglio d'Europa

Riceviamo e pubblichiamo un intervento che fa seguito all’articolo di Renzo Trappolini sul furto di Risveglio d’Europa – Ben venga un dibattito che coinvolga e spinga alla riflessione sull’importante tema dell’identità europea, che quotidianamente si rischia di perdere di vista in nome di più urgenti battaglie territorialmente ridotte.

Ma spiace ricordare che, ancora una volta, sia con grande abilità che si tenta di sviare l’attenzione dal “fatto in sé” con intenti in apparenza nobili, al fine di alleggerire le evidenti responsabilità in questione.

Non è considerando il gran numero di opere d’arte violate ogni giorno che si dà la misura di quanto il furto dell’opera del maestro Paternesi rappresenti per l’intera comunità viterbese.

L’amministrazione comunale è assolutamente responsabile di quanto accaduto e decisamente discutibile l’atteggiamento mantenuto nelle ore successive al furto.

La rimozione temporanea di un’opera per ragioni le più diverse – conservative, di ripristino delle condizioni ambientali, di rifacimento della zona di collocazione – è decisione discrezionale dell’amministrazione competente, che non è, ovvio, tenuta a diffonderne le motivazioni (garantendo tuttavia trasparenza sui fatti).

L’amministrazione è però titolare del procedimento di rimozione che dev’essere condotto in sicurezza, preservando il bene da rischi di danni meccanici, chimici, in questo frangente semplicemente antropici, secondo norme codificate.

Norme vincolanti nel caso di movimentazione di un bene notificato, e connesse al buon senso se si tratta di opere che abbiano uno specifico ruolo per la comunità, che per contenuti o pregio materiale costituiscano per essa un riferimento.

Il ricovero del bene, eseguito secondo canoni di sicurezza dall’amministrazione che ne ha ritenuta necessaria la rimozione, prevede un’adeguata sorveglianza del luogo prescelto, anche in virtù del valore che l’amministrazione stessa sa riconoscere all’opera.

Ora, se di riflessione si vuol parlare, sarebbe opportuno si trattasse in primis di una riflessione in merito all’”amichevole” gestione dell’intera pratica, fuori dagli schemi – forse troppo convenzionali? – da adottare in casi come questo, alla forse ancora più incredibile reazione del primo cittadino subito dopo il trapelamento della notizia così come divulgata da questa testata il 28 aprile (“sono scoglionato”), che può forse inquadrarsi entro il filone letterario della poesia ermetica, ma che ai più non consente una maggior comprensione di quanto e come questo sia potuto accadere, nulla lascia trapelare in ordine alla volontà di attivarsi nel tentativo di recuperare quanto è possibile e men che mai incline al riconoscimento delle proprie responsabilità.

Rimandiamo ad altra sede, con più limpida volontà di dibattito, la riflessione sui grigi tempi che si stanno vivendo. Questo è il momento dello sguardo attento su quanto ci avviene intorno, abbassarlo per riflettere potrebbe costare ancora più caro.

Michela Torquati


L’opinione di un candido democristiano
Il Risveglio rubato con l’Europa in guerra
di Renzo Trappolini
Viterbo – 2 maggio 2011 – ore 2,30


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3 maggio, 2011

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