Viterbo – A Viterbo l’Imu/Tasi, l’accoppiata di tasse sulla seconda casa e le prime di lusso, costa meno. Meno della media nazionale. 1070 euro in media la seconda. 927 euro medi quella del capoluogo della Tuscia. Per la seconda casa. Per le prime di lusso il divario è ancora più ampio. 1918 euro è quanto si paga a Viterbo, 2610 euro a casa, invece, a livello nazionale.
Lo rivela un rapporto del servizio politiche territoriali del sindacato dei lavoratori Uil.
“Oltre 25 milioni di proprietari di immobili diversi dall’abitazione principale – ha detto il segretario regionale Uil di Viterbo Giancarlo Turchetti -, e di loro il 41% sono lavoratori dipendenti e pensionati, a giugno si sono presentati alla cassa in tutta Italia per pagare l’Imu/Tasi. Con l’acconto del 17 giugno, infatti, sono stati versati in tutto il paese 10,2 miliardi di euro per Imu/Tasi. Il conto totale, al saldo del prossimo dicembre, sarà di 20,5 miliardi di euro”.
Viterbo – Centro storico
“Il costo medio complessivo dell’Imu/Tasi su una seconda casa, che si trova in un capoluogo di provincia – spiega la segretaria confederale Uil Ivana Veronese – sarà di 1070 euro medi, 535 euro da versare con la rata di giugno, con punte di oltre 2mila euro nelle grandi città. Prendendo in considerazione i costi dell’Imu/Tasi sulle prime case cosiddette di lusso, abitazioni signorili, ville e castelli, sempre in un capoluogo di provincia, il costo medio sarà invece di 2610 euro, 1305 euro con l’acconto, con punte di oltre 6 mila euro”.
A Viterbo l’acconto è stato di 435 euro, quasi un centinaio di euro in meno rispetto alla media nazionale. Sulla prima casa di lusso, nella città dei papi a giugno sono stati pagati acconti che si sono aggirati in media attorno ai 959 euro. Più di 300 euro in meno rispetto al resto d’Italia.
Chi possiede una seconda pertinenza dell’abitazione principale della stessa categoria catastale, cantine, garage, posti auto, tettoie, dovrà versare l’Imu/Tasi con l’aliquota delle seconde case, con un costo medio annuo di 56 euro, 28 euro con l’acconto, con punte di 110 euro annui.
Secondo i risultati del rapporto Uil, il costo maggiore in valore assoluto per una seconda casa a disposizione si registra a Roma con 2064 euro medi, a Milano, invece, si pagano 2040 euro medi, a Bologna 2038 euro, a Genova 1775 euro e a Torino 1745 euro. Valori più contenuti, invece, ad Asti con un costo medio di 580 euro, a Gorizia con 582 euro, a Catanzaro con 659 euro, a Crotone con 672 euro e a Sondrio con 674 euro.
Viterbo – Il segretario Giancarlo Turchetti
A Viterbo va bene anche per le seconde pertinenze dell’abitazione principale. Per una cantina si pagano 21 euro l’anno, in Italia la media è 33 euro. Per un box auto 52 euro. Media italiana, 76 euro.
“Non sono molti i comuni – commenta Veronese – che hanno aumentato quest’anno le aliquote, dopo tre anni di blocco. Complice anche il fatto che quasi 4 mila comuni, quest’anno, sono andati al voto per rinnovare i propri organi e anche perché soprattutto nei capoluoghi di provincia le aliquote sono già al massimo. Il tema della tassazione sulla casa è presente anche nelle ‘Raccomandazioni paese’ della Commissione europea quando chiede all’Italia la reintroduzione della tassa sulle prime case per gli alti redditi. Una tesi, questa, che avrebbe fondamento per chi ha redditi consistenti – conclude Ivana Veronese – se non ci trovassimo però di fronte a due paradossi. Un alto grado di infedeltà fiscale e valori catastali vecchi, iniqui e che non corrispondono al valore reale dell’immobile”.
Viterbo – Ivana Veronese della Uil
“Per cui – rilancia Giancarlo Turchetti – prima di parlare di reintroduzione di tasse sulle prime case sarebbe il caso di partire dalla revisione dei criteri che regolano i valori catastali, che non dovrà significare maggiori prelievi ma una diversa e più equa ripartizione del prelievo sugli immobili. Ovviamente sempre accompagnando questo processo a una lotta senza se e senza ma all’evasione fiscale. Infine, sulla tassazione immobiliare, venendo meno il concetto di tassa sui servizi, va semplificato il meccanismo riunendo in un’unica imposta l’Imu e la Tasi.
Daniele Camilli
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