Reggio Emilia – Falsi affidi di Bibbiano, quattro dei sette bambini coinvolti nell’inchiesta “Angeli e demoni” sono tornati a vivere coi genitori naturali.
Secondo quanto riportato nell’edizione odierna della Gazzetta di Reggio, notizia poi confermata dall’Ansa, lo ha stabilito il tribunale di Bologna.
Il tribunale dei minori del capoluogo emiliano da tempo, in coordinamento con la procura di Reggio Emilia, aveva valutato le carte riguardanti i sei casi rilevando anomalie nelle relazioni dei servizi.
Per questo, a seconda dei casi, si è deciso il ricongiungimento e il rigetto dell’allontanamento dalle famiglie.
I giudici minorili hanno valutato uno a uno i casi oggetto dell’inchiesta, concentrata su fasulle certificazioni per togliere i piccoli ai genitori naturali affidandoli a coppie giudicate più idonee, oltre a ulteriori 70 fascicoli inoltrati negli ultimi due anni dai servizi sociali dell’Unione Val d’Enza azzerati dai 19 provvedimenti giudiziari.
La decisione del tribunale per i minorenni di Bologna, a quanto si apprende, non sarebbe recentissima ed è emersa nelle verifiche e nei controlli avviati dagli uffici giudiziari minorili su segnalazione della procura reggiana di anomalie e illeciti da parte dei servizi sociali della Val d’Enza.
I ricongiungimenti risalirebbero al 27 giugno. Prima del giorno in cui sono scattati gli arresti ed è deflagrata l’indagine sui presunti affidi illeciti.
Diciotto le persone sottoposte a misura cautelare, dal sindaco di Bibbiano Andrea Carletti a dirigenti comunali, assistenti sociali e tre psicoterapeuti della Onlus Hansel e Gretel tra cui Claudio Foti.
Il ministro Matteo Salvini sarà oggi pomeriggio alle 15 a Bibbiano.
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