![]() Il capo della mobile Fabio Zampaglione |
![]() L'assistente capo Nadia Amandolia |
![]() |
![]() |
– Penetra in casa della ex e si infila nel suo letto.
Lei non ne voleva sapere più nulla e lui, dopo i più disparati tentativi di riaverla con sé, sarebbe passato alle minacce e poi si sarebbe addirittura intrufolato in casa sua di notte entrando dalla finestra della camera da letto.
Il 30enne, al quale stamattina gli uomini della squadra mobile di Fabio Zampaglione hanno notificato il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima, aveva avuto una brevissima relazione sentimentale con la vittima, una 22enne impiegata in un’attività commerciale del centro di Viterbo.
Lui, nullafacente e già conosciuto dalle forze dell’ordine per altri tipi di reato, avrebbe preso male la scelta della ragazza che, dopo una breve frequentazione, aveva deciso di interrompere la relazione appena iniziata.
“Prima ha iniziato con una raffica di sms – spiega il capo della mobile Fabio Zampaglione – poi con le telefonate. Chiedeva alla ragazza di tornare con lui per poi passare a insulti pesantissimi, ingiurie e minacce. Non riuscendola a convincere, poi, ha continuato con i pedinamenti. La seguiva ovunque e una mattina è stato anche trovato a dormire sul pianerottolo del palazzo in cui abitava la ragazza”.
Le cose sono infine degenerate quando il 30enne, viterbese e nullafacente, sarebbe addirittura penetrato in casa della giovane. “Facilitato da una serranda semiaperta – continua Zampaglione – il ragazzo sarebbe penetrato nella camera da letto della 22enne, si è infilato nel suo letto e l’ha stretta a sé. A quel punto lei ha urlato e chiamato i genitori che, fortunatamente dormivano nella stanza accanto”.
Per il 30enne quindi le accuse sono di violazione di domicilio aggravata dall’effrazione e di stalking aggravato dal fatto che i due avevano avuto una seppur breve relazione sentimentale. Le indagini, coordinate dal pm Fabrizio Tucci sono confluite stamattina nella notifica del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima, concessa dal gip Franca Marinelli.
A finire nel mirino degli uomini di Zampaglione e dell’assistente capo Nadia Amendolia anche un altro viterbese, 38enne, di professione militare.
“In questo caso – chiarisce il capo della mobile – non si trattava di una breve storia d’amore, ma di un matrimonio finito dal quale era nata anche una bimba di circa quattro anni”.
I fatti iniziano nel 2011 e sarebbero poi andati avanti per diversi mesi. “Il 38enne – aggiunge Zampaglione – avrebbe tentato in più occasioni di far leva sulla bambina per perseguitare la moglie. Oltre a mandarle migliaia di messaggi, sarebbe anche entrato in casa, probabilmente perché aveva ancora le chiavi dell’abitazione che un tempo era quella coniugale, per controllare il cellulare della donna e minacciarla di essere in possesso di alcuni filmati che avrebbero fatto togliere la potestà della donna sulla figlioletta”.
Alla piccola l’uomo avrebbe parlato malissimo della madre e in un’occasione si sarebbe anche accanito sull’auto della donna. “Secondo quanto ci è stato raccontato dalla signora, stremata dalle persecuzioni – conclude Zampaglione -, il 38enne le avrebbe danneggiato l’intera fiancata della macchina vantandosi poi con i vicini di casa del gesto”.
Anche in questo caso l’uomo è stato raggiunto dal divieto di avvicinarsi dai luoghi abitualmente frequentati dalla vittima dopo le indagini coordinate dal pm Fabrizio Tucci e la convalida del gip Salvatore Fanti.
Francesca Buzzi
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY