Viterbo – “Tutti possono fare la differenza e salvare una vita”. Giovanna Sgarzini, dirigente del rischio clinico dell’Aorn San Giovanni addolorata di Roma, ha introdotto così il convegno “Ferma un’emorragia e salva una vita” che si sta svolgendo questa mattina in prefettura.
L’iniziativa fa parte della campagna “Stop the bleed, save a life” che nasce negli Stati Uniti, ma che la società italiana di chirurgia di urgenza e del trauma (Sicut) sta diffondendo anche in Italia.
Quello di Viterbo è il secondo evento nella regione Lazio, dopo il primo nel maggio scorso all’ospedale San Giovanni di Roma, per promuovere “Stop the bleed Italy”.
“In caso di emorragia tutti possono fare la differenza e salvare una vita – ha specificato Giovanna Sgarzini – e ogni secondo è prezioso. L’orologio comincia a scorrere da quando avviene la lesione e non dal momento in cui si arriva in ospedale. Anche i ‘laici’ possono salvare una vita se conoscono le giuste manovre di intervento. Il principio è vedi qualcosa, fai qualcosa”.
La dirigente Sgarzini ha anche introdotto il documento Hartford Consensus che contiene delle raccomandazioni, elaborate dopo tre riunioni di addetti ai lavori, finalizzate alla sensibilizzazione. Obiettivo del convegno è quello di educare più persone possibili sui principi basilari da applicare in caso di emorragia.
“I passi per fermare l’emorragia sono applicare una pressione sulla zona interessata, zaffare la ferita e mettere il tourniquet”. Così Daniele Gui, dell’università Cattolica sacro cuore di Roma, ha introdotto i partecipanti alla parte più specifica del corso. Daniele Gui ha chiarito come riconoscere un’emorragia mortale e come intervenire.
“Manovre – ha chiarito – che ognuno di noi può mettere in campo e salvare così una persona. L’aiuto di una persona sul posto, prima che arrivino i professionisti, può fare la differenza”.
Tante le cause che possono portare a un’emorragia fatale: incidenti sul lavoro, incidenti domestici, incidenti stradali, sparatorie, attentati, catastrofi naturali.
Nel corso del convegno il vicepresidente della Sicut Andrea Mingoli ha poi anticipato che in Italia si sta lavorando a un registro italiano stop the bleed dove indicare un elenco di informazioni come gli istruttori, i laici formati, la diffusione geografica nel paese, le varie criticità, i casi trattati.
A intervenire anche Raffaele Macarone Palmieri, direttore Uoc chirurgia oncologica del polo Belcolle e il presidente della Sicut Mauro Zago.
Diverse le istituzioni in sala. I saluti iniziali sono stati affidati al prefetto di Viterbo Giovanni Bruno e al direttore generale della Asl di Viterbo Daniela Donetti. Presenti le rappresentanze di polizia, carabinieri, guardia di finanza, croce rossa italiana e di Viterbo, vigili del fuoco, servizio incendio boschivo, scuola sottufficiali dell’esercito, Lions club Viterbo, ordine cavalieri di Malta, scout Montefiascone.
Durante il corso è stata fatta anche una dimostrazione pratica per chiarire come usare il kit di emergenza in caso di emorragia. Consegnati anche gli attestati di partecipazione.
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