Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Oltre 30 anni fa questa organizzazione sindacale, a seguito di alcuni gravi fatti riportati da molte emittenti televisive e sulle cronache di quotidiani nazionali, avviò una campagna di sensibilizzazione popolare con il coinvolgimento di tutte le istituzioni compreso il comune di Viterbo, affinché l’ospedale di Viterbo venisse dotato di un servizio di neurochirurgia.
Da allora sono stati fatti molti passi in avanti, e oggi, possiamo affermare con orgoglio che il dipartimento delle Neuroscienze (neurologia e stroke unit, neurochirurgia, Orl, chirurgia maxillo facciale e l’attività territoriale per la Sla e per la sclerosi multipla), rappresenta un serio e organico polo di riferimento, non solo per i viterbesi ma per un vasto bacino d’utenza che va da Civitavecchia a Rieti, comprendendo tutto territorio a nord di Roma.
L’azienda Asl di Viterbo in tale ambito, ha favorito come era necessario, la sinergia e l’integrazione polispecialistica di tutte le unità operative citate, sopportate dall’essenziale servizio di radiologia, nella presa in carico del paziente, offrendo risposte adeguate al trattamento delle numerose patologie che altrimenti, avrebbero determinato come in passato, il trasferimento dei pazienti in altre strutture sanitarie, con notevole dispendio di risorse e gravi disagi per gli stessi e per i loro famigliari.
In particolare per la neurochirurgia è emerso che nel 2018, c’è stato un incremento di attività rispetto al 2017 di oltre il 40% e di oltre il 30% delle visite e prestazioni ambulatoriali, registrando un 20% in più di pazienti che da fuori sono venuti a farsi operare a Belcolle provenienti cioè da altre Asl di tutta Italia. Addirittura nel primo semestre di qust’anno, si registra un ulteriore incremento dell’attività neurochirurgica non solo in termini quantitativi, ma anche per la qualità degli interventi eseguiti.
Sulla base di tali dati, come organizzazione sindacale e come cittadini/utenti, interessa che si continui a seguire questa strada, salvaguardando la notevole professionalità acquisita da medici, infermieri e tecnici a tutto vantaggio dei pazienti.
Sappiamo anche che tali risultati, non sono apprezzati in certi ambienti romani, del resto per troppi secoli il viterbese è stato considerato terra di conquista, ma crediamo che questo territorio e in particolare l’ospedale di Belcolle, hanno pagato abbastanza ed è quindi arrivato il momento, di sostenere le attività sanitarie come quelle citate, che hanno le carte in regola e che possono rivendicare il pieno diritto, ad essere considerate alla stessa stregua delle strutture sanitarie romane.
Pertanto, per quanto sopra citato, si chiede all’assessore alla Sanità della Regione Lazio e al sindaco di Viterbo, di adoperarsi e di sostenere nell’ambito delle proprie possibilità e competenze, ogni iniziativa utile al potenziamento di tutte le attività del dipartimento delle Neuroscienze dell’ospedale di Belcolle che come detto, sta garantendo prestazioni sanitarie fondamentali e di alto livello per un ampio bacino di utenza, nell’ambito di un territorio troppo spesso dimenticato.
Vittorio Ricci
Federazione italiana autonoma lavoratori sanità
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