Viterbo – “Le persone preferiscono morire in silenzio piuttosto che chiedere aiuto”. Stefano Palombi Proietti, un passato con problemi di dipendenze, non nasconde la pesante realtà di chi si trova ad avere al centro della propria esistenza, droga, ma anche alcol o gioco.
Il numero cresce, l’età si abbassa e in pochi hanno la forza per chiedere d’essere aiutati.
Una ragione in più per aprire un centro d’ascolto. Aprirà dalla prossima settimana in via delle Piagge, nello spazio attivo del movimento civico Viterbo 2020. In collaborazione con la comunità Mondo Nuovo.
“Non ci sostituiamo alle realtà anche sanitarie – spiega Chiara Frontini – vogliamo solo essere di supporto e vicini ai cittadini. In un quartiere già difficile da questo punto di vista”.
Il giovedì pomeriggio dalle 17 alle 19 si potrà accedere in forma riservata. “Potrà sembrare strano – osserva Frontini – che un movimento civico attivi un progetto di questo tipo, ma Sandro di Mondo Nuovo ha capito lo spirito con cui operiamo, oltre gli schemi.
Vogliamo abbattere la barriera della diffidenza e della discriminazione, affermando un principio per il quale anche chi ha sbagliato ce la può fare”.
Un servizio col supporto di Mondo Nuovo. “Operiamo da 40 anni – ricorda Alessandro Diottasi – dopo la morte di un parente. Le comunità non fanno miracoli, ottengono risultati e a volte non li ottengono, ma facciamo sempre la nostra parte per far tornare alla vita chi la sta distruggendo”.
La dipendenza è diffusa e più vicina di quanto non si immagini. Un mondo sommerso.
“La nostra esperienza ci porta a dire che è molto ampio – prosegue Diottasi – con l’età che si è abbassata. Sono pochi quelli che chiedono aiuto e quando arrivano da noi sono messi male, provati da anni d’esperienze negative. Magari iniziati con la barzelletta della cannetta che è quasi la normalità. Ma dietro c’è un traffico che non finisce mai”.
Difficile quantificare la diffusione. “Io direi che in un palazzo di dieci persone – osserva Proietti – tre hanno problemi, un disagio. È una statistica complicata da fare, si tratta di un mondo sommerso. Vedo la gente morire in silenzio piuttosto che chiedere aiuto. Molti miei amici che oggi non ci sono più hanno preferito soffrire in silenzio, perché il pregiudizio è forte”.
Il centro d’ascolto apre ma non sarà in concorrenza con altre realtà. “Operano magnificamente – sottolinea Diottasi – ma mi fa piacere che anche noi possiamo fare la nostra parte. Più siamo e meglio è. Non c’è concorrenza. Dietro. oltre ai volontari, abbiamo professionisti, medici, assistenti che operano”.
Ad accogliere e ascoltare ci penserà Stefano Proietti Palombi. “Sono ex dipendente e alcolista – ricorda Palombi – chiesi una mano alla comunità, un aiuto che non avevo trovato in altro modo. Mi hanno accolto e aiutato incondizionatamente. È per loro se oggi vivo la possibilità di avere una famiglia e una bambina, grazie alla comunità. Alessandro è il nonno per mia figlia.
Noi vogliamo offrire un luogo a persone con problemi, capire come dare loro una mano, un consiglio. Io sarò la persona fisica, con alle spalle un’intera comunità.
L’approccio è soft, si apre un dialogo per riconoscere un problema e capire come supportarlo, appoggiandosi alle professionalità del caso”.
L’idea del centro d’ascolto parte da lontano. “Il progetto era nel programma elettorale di Viterbo 2020 – ricorda Isabella Speranza – non amministriamo, ma proviamo a portare avanti le cose buone che avevamo proposto. Conoscevo Stefano e gli altri e parlando è venuta fuori l’idea. Questo posto aiuta a parlare, nella massima riservatezza”.
Giuseppe Ferlicca
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