Viterbo – “Ronde inutili e non necessarie, per istituirle poi c’è una normativa da seguire, che si rispetti. Per me, meglio progetti obiettivo per la polizia locale per monitorare zone e garantire la sicurezza. Questa è una proposta seria e non semplice propaganda che può addirittura generare l’effetto contrario”. Giacomo Barelli (Forza civica) esce soddisfatto dalla riunione in prefettura di mercoledì con il vice Salvatore Grillo. Lo aveva richiesto per affrontare un tema delicato, quello sulla sicurezza, e le risposte ricevute lo rassicurano.
“La politica – sottolinea il consigliere – non va in ferie per chi, come me, non la considera un lavoro, ma un impegno civile. Come forza di opposizione, avevo richiesto questo incontro in prefettura. Sono stati sensibili e veloci nel concedermelo, li ringrazio per la solerzia e l’attenzione”.
Al centro della discussione, dunque, le ronde. “La legge che prevede la possibilità di istituirle – dice Barelli – è la 39 del 2009 del decreto Maroni. Quindi, o si iniziano quelle procedure che, a oggi dal comune non sembrano essere state avviate, oppure qualsiasi cosa esuli dalla normativa di riferimento, venga vietata. Dal canto mio, ho espresso tutte le mie preoccupazioni in relazione a quello che si legge sui giornali.
Al momento, c’è un unico atto concreto che è quello di aver stanziato dei soldi che se loro vogliono dare a dei volontari per altri motivi è un conto, ma che sicuramente non possono essere per le ronde, così come prevede la legge Maroni.
Non so cosa voglia fare il comune, se vuole o meno portare avanti formalmente questa questione. Ho espresso dunque le mie perplessità in relazione a questa idea, chiedendo alla prefettura che, in ogni caso, venga rispettata la legge, essendo l’unica procedura possibile per attivare le ronde.
La prefettura ha confermato che nel caso in cui ci sia questa richiesta, ci sarà attenzione massima e che garantirà il rispetto della normativa vigente in maniera trasparente”.
Barelli ricorda: “quando le ronde furono istituite in Italia, nel 2009, ne vennero messe in piedi una settantina. Successivamente alla conversione in legge del decreto, scesero a quattro. Quindi non ci stanno più quasi da nessuna parte, sostanzialmente perché le ritengono del tutto superflue e che, come ho fatto presente alla prefettura, possono essere fonte di problemi. Infatti, chi va in giro per segnalare situazioni di pericolo, non avendo competenze, potrebbe far sì che si verifichino casi di procurato allarme, facendo muovere forze dell’ordine senza che ce ne sia davvero bisogno”.
Alla luce delle regole che vanno seguite per l’istituzione delle ronde, “la prefettura ha garantito che se si dovessero fare, si farà tutto nel massimo rispetto della legge. Di questo, sono grato perché mi sembra una questione che, al di là della propaganda sui giornali, non ha ancora assunto una caratteristica formale.
A oggi non esistono atti e mi sono sincerato che qualora volessero portarle avanti la prefettura garantirà, coordinerà e autorizzerà se necessario. Mi premeva sottolineare il suo ruolo attribuito dalla legge e su questo c’è piena sintonia. Ecco perché vorrei rinnovare l’incontro, magari convocato dal prefetto, anche ai capigruppo di maggioranza e opposizione per far presente quali sono i limiti e la normativa vigente. Visto che poi in Italia non hanno preso piede, anche per rendersi conto che si sta proponendo una cosa che non è così utile come la si racconta”.
Per lui, c’è invece un’alternativa perseguibile e cioè “il potenziamento delle forze di polizia e, per quanto riguarda il comune, quindi dei vigili urbani. Avendo fatto l’assessore al Personale, direi che i 35mila euro per questa sicurezza ‘eterea’ potrebbero, invece, essere immessi nel cosiddetto ‘progetto obiettivo’ per la polizia locale per implementare i turni in un determinato periodo dell’anno o in momenti del giorno che necessitano di maggiori controlli e di monitorare meglio alcune zone. La soluzione – conclude -non è certo quella di affidare al cittadino o al privato la gestione dell’ordine pubblico”.
Paola Pierdomenico
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