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Genova - Il presidente delle Repubblica, Sergio Mattarella, in una lettera ricorda le vittime del crollo del ponte Morandi

“Dolore causato dall’incuria, dell’omesso controllo, dalla brama di profitto”

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Genova - Il presidente della Repubblica, alla cerimonia, incontra i famigliari delle vittime del crollo del ponte Moranti

Genova – Il presidente della Repubblica, alla cerimonia, incontra i famigliari delle vittime del crollo del ponte Moranti

Genova - Il presidente della Repubblica, alla cerimonia, incontra i famigliari delle vittime del crollo del ponte Moranti

Genova – Il presidente della Repubblica, alla cerimonia, incontra i famigliari delle vittime del crollo del ponte Moranti

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Genova – Il presidente della Repubblica, alla cerimonia, incontra i famigliari delle vittime del crollo del ponte Moranti

Genova – “Dolore causato dall’incuria, dell’omesso controllo, dalla brama di profitto”. Queste le parole del presidente delle Repubblica, Sergio Mattarella, che in una lettera su Il Secolo XIX ricorda le vittime del crollo del ponte Morandi e invita le istituzioni a lavorare per individuare eventuali responsabilità.

“Ci separa da quel tragico avvenimento un anno che non è trascorso invano – ha detto il presidente della Repubblica  -.  Un progetto di nuovo ponte, lineare, solido e bellissimo, è pronto e già sono stati avviati lavori per la sua costruzione. Il nuovo ponte sarà in grado di ricucire, anzi, per usare un termine caro a Piano, di ‘rammendare’ la ferita inferta dal crollo, riconnettendo una città spezzata, non solo materialmente, in due”.

E ancora: “Rammendare non significa cancellare. Il nuovo ponte ricorderà per sempre quelle vittime innocenti, sepolte dalle macerie di una tragedia, causata dall’uomo, che si poteva e doveva evitare. Nulla può estinguere il dolore di chi ha perso un familiare o un amico a causa dell’incuria, dell’omesso controllo, della colpevole superficialità, della brama di profitto”.

Oggi il presidente Mattarella ha partecipato alla cerimonia che si è svolta nelle vicinanze della pila 9 del ponte Morandi. Famigliari e istituzioni si sono riuniti in un capannone a un anno di distanza dalla tragedia.

Al suo arrivo il presidente della Repubblica si è intrattenuto con i parenti delle vittime. Parole per cercare di dare conforto e lunghi abbracci.

Nella sua lettera al Secolo XIX Sergio Mattarella ricorda le vittime della tragedia e chiede che la giustizia faccia il suo corso.

“Nel nome delle 43 vittime dobbiamo pretendere che la giustizia vada fino in fondo – ha detto il presidente della Repubblica – senza remore, svelando responsabilità e sanzionando colpevoli. Nel loro nome, dobbiamo lavorare per mettere a nudo fragilità, pecche e rischi del nostro sistema infrastrutturale e per modernizzare il meccanismo dei controlli, rendendolo sempre più efficace. Perché tragedie come quella del ponte Morandi non debbono ripetersi mai più”.

L’invito poi alla rinascita di una città che è stata profondamente colpita dalla tragedia del 14 agosto scorso. “Genova ha diritto alla rinascita economica e sociale – ha aggiunto – attraverso lo sviluppo di una rete di infrastrutture e servizi capace di accompagnarne ed esaltarne lo spirito imprenditoriale. E di ricordare che tra le più grandi risorse del nostro paese, quelle che lo hanno fatto grande e apprezzato nel mondo, ci sono la generosità e la solidarietà dei suoi abitanti. Virtù civiche, iniziativa, inventiva, a Genova non mancano, ma esse vanno sostenute con decisione a tutti i livelli: comunale, regionale e nazionale”. 

 

 


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14 agosto, 2019

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