Bethel – Le note dell’inno americano distorte da Jimi Hendrix, le chitarre spaccate degli Who, le voci sublime di Janis Joplin e Joe Cocker, tutti i migliori artisti del momento e 500mila persone sotto il palco. Il festival di Woodstock, il raduno più importante della storia della musica, compie cinquant’anni.
L’evento cominciò alle 17,07 di venerdì 15 agosto 1969 in un’area di campagna vicino a Bethel, un villaggio dello stato di New York. Il primo a salire sul palco fu il chitarrista folk Richie Havens, poi altri 31 performer, spalmati su tre giorni e mezzo, fino a Jimi Hendrix, ultimo a esibirsi al mattino di lunedì 18.
Oltre agli show degli artisti, molti dei quali hanno segnato in maniera indelebile la storia del rock, il festival è entrato nella memoria collettiva per l’incredibile affluenza di pubblico, nonostante un violento temporale abbattutosi nella giornata di domenica.
Pace, amore e libertà i concetti ribaditi a gran voce da tutti i partecipanti all’evento. Gli spettatori affollarono oltre ogni previsione l’area del festival e convissero per tre giorni senza incidenti o momenti di tensione.
Ma Woodstock è ricordato anche per lo smodato consumo di sostanze stupefacenti, anch’esse catalogate nel concetto di “libertà”. In un’intervista a Panorama, il produttore Eddie Kramer, presente come tecnico del suono, ha bollato Woodstock come “tre giorni di droga e fango” e “un caso eccezionale di perdita collettiva di controllo”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY