Malta – “Eravamo in 15, nessuno ci ha soccorso per 11 giorni”. Mohammed Adam Oga è stato salvato lunedì dalle forze armate maltesi, unico superstite del gommone partito dalla Libia.
La sua drammatica storia l’ha raccolta il Times of Malta. Uno spaccato crudo di come oggi nel Mediterraneo si muore. In undici giorni, finito il carburante, poi l’acqua e anche il cibo. Gli occupanti dell’imbarcazione sono morti uno dietro l’altro e i sopravvissuti sono stati costretti a gettare i corpi al largo.
Una volta finita l’acqua hanno iniziato a bere quella del mare, ma dopo cinque giorni sono cominciati a morire. “Gridavamo aiuto – racconta Mohammad – ma le barche non si fermavano. Vedevamo passare aerei ed elicotteri, ma nessuno ci ha soccorso”.
Uno a uno i suoi compagni sono morti. “Il caldo era insopportabile, i corpi stavano andando in putrefazione e non avevamo altra scelta che buttarli a mare”.
Sono rimasti in due, lui e il ragazzo di venti anni, trovato morto quando Mohammed è stato salvato.
Fuggito dall’Etiopia quindici anni fa, ha vissuto in Sudan e in Eritrea.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY