![]() Antonella Ruggiero a Ronciglione |
![]() |
![]() Il fisarmonicista Renzo Ruggieri |
![]() La Ruggiero con il trio Paolo di Sabatino e gli organizzatori della serata Silvia Iacopini e Luciano De Fermo |
![]() Il titolare del ristorante Fioro' Luciano De Fermo con il presentatore della serata Giancarlo Necciari |
– Un canto che è pura melodia. Aggraziato e poderoso. Senza sbaffi e senza eguali (fotogallery * video: 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6).
Antonella Ruggiero è tornata a deliziare il pubblico viterbese venerdì sera, al ristorante Fiorò, per un elegante concerto al JazzUp Festival, in riva al lago di Vico.
E’ la seconda volta che la cantante genovese si esibisce nella rassegna made in Tuscia. E anche stavolta è stato incanto.
La storica voce dei Matia Bazar, solista dal ’96, ha riproposto alcuni brani della canzone italiana anni Venti-Quaranta: Il pinguino innamorato, Parlami d’amore Mariù, Mattinata fiorentina. Un concerto in linea con il suo ultimo progetto musicale: “Souvenir d’Italie”. Un tuffo nella musica popolare italiana, rispolverata e riportata sul palco. Con la maestria della Ruggiero e del trio jazz Paolo Di Sabatino.
L’effetto era da togliere il fiato. Merito anche del lago di Vico e delle stelle di San Lorenzo. Ma il grosso l’ha fatto la Ruggiero, che, in poco meno di due ore, ha regalato uno spettacolo assoluto alla platea del ristorante Fioro’.
Il palco era spoglio. A parte lei, i musicisti e uno scialle verde che ondeggiava nel vento, non c’era nient’altro e non serviva altro. Bastava la voce della Ruggero.
Piena. Calda. Capace di tutto e modulata in tutte le sfumature possibili. Uno strumento impeccabile, che non conosce errori.
Della voce e con la voce Antonella Ruggiero fa tutto quel che vuole. Sa renderla dolce e potente. Con una padronanza invidiabile che la rende signora del palco.
Mentre canta sorride. Si diverte e diverte. Cavalca qualsiasi nota con una disinvoltura quasi imbarazzante. Viene da pensare che alcuni suoi osannati colleghi, al confronto, non cantano. Gracchiano.
Non c’è vetta inarrivabile per Antonella Ruggiero, che si spinge su note altissime senza sforzo. Con un timbro inconfondibile che si è saldato perfettamente alle sonorità avvolgenti del jazz.
Il concerto ha toccato l’apice con Vacanze romane, preceduta da una lunga introduzione con la fisarmonica di Renzo Ruggieri. Il pubblico è esploso, fin dalle prime note.
Pioggia di applausi anche per gli altri suoi intramontabili successi. Da Ti sento e C’è tutto un mondo intorno, dell’epoca Matia Bazar, ai pezzi da novanta della sua carriera di solista: Amore lontanissimo e Echi d’infinito.
Chi non c’era ha perso un’occasione. Ascoltare Antonella Ruggiero dal vivo è qualcosa di indescrivibile. E’ la dimostrazione che “cantando può nascere una rosa”, come recita il testo di Echi d’infinito. Lei sola sa spiegare come sia possibile. E per farlo, non le servono parole. Basta la voce.
Stefania Moretti
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY