![]() Giuseppe Nascetti |
– Gettati in mare 50mila astici tra Montalto e Tarquinia.
L’iniziativa è inserita nell’ambito del progetto di ripopolamento del centro di scienze ittiogeniche e biologiche dell’università della Tuscia.
Gli astici sono nati da pochi giorni e sono stati rilasciati in mare tra Montalto di Castro e Tarquinia per preservare le risorse marine, ma anche per aiutare l’economia locale.
“L’astice europeo – spiega il professor Giuseppe Nascetti, direttore del centro – è una specie pregiata, ma la sua sopravvivenza è messa a rischio della pesca intensiva, dall’inquinamento e dall’antropizzazione. Fattori che negli ultimi decenni hanno determinato una evidente diminuzione della specie, quindi una minor presenza tra le reti dei pescatori”.
Il progetto di ripopolamento è cofinanziato con i fondi europei per la pesca (Fep) dell’assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio e con il contributo della Fondazione Cariciv.
“Dopo tre anni di sperimentazione – aggiunge Nascetti – il Centro ha rilasciato sulle sole coste laziali circa 100mila esemplari di astice: oltre a Tarquinia, Montalto di Castro e Santa Marinella, i rilasci sono avvenuti ad Anzio e Ponza, e quest’anno anche in Calabria (60 mila)nei pressi dell’area marina protetta di Capo Rizzuto e nel parco regionale Costa degli Dei”.
I sub dell’Assopaguro di Montalto di Castro si immergeranno vicino alle secche della località Morelle e uno ad uno rilasceranno i piccoli di astice liberandoli nel loro ambiente naturale.
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