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Cultura - Don Eduardo Juarez e Volfango Viola raccontano la tradizione della statua della quale è iniziato il restauro

“Cristo Risorto sommerso, la tradizione più sentita dai tarquiniesi”

di Daniele Aiello Belardinelli
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Il sito del Cristo Risorto sommerso-

Il sito del Cristo Risorto sommerso-

Il Cristo Risorto sommerso

Il Cristo Risorto sommerso

Volfango Viola

Volfango Viola

Don Eduardo Juarez

Don Eduardo Juarez

Cristo-Risorto-sommerso-1

Volfango Viola e don Eduardo Juarez con il Cristo Risorto sommerso

Volfango Viola e don Eduardo Juarez con il Cristo Risorto sommerso

Cristo Risorto sommerso

Cristo Risorto sommerso

Tarquinia – “È un omaggio alla tradizione più sentita dai tarquiniesi”. Don Eduardo Juarez, parroco della chiesa Maria Santissima stella del Mare del Lido, spiega come è venuta l’idea di realizzare una copia della statua del Cristo Risorto e posizionarla in fondo al mare.

La scultura, recuperata pochi giorni fa, è a casa di Volfango Viola, che ogni anno cura il restauro della statua in vetro resina realizzata dall’artista Patrizio Zanazzo e benedetta da Papa Francesco.

“Tutto nasce nel 2014, chiacchierando con il vescovo Luigi Marrucci – dice don Eduardo -. Aveva visto la festa della Madonna dello Speronello a Montalto di Castro e ne era rimasto colpito. Mi chiede di fare qualcosa di simile a Tarquinia. Insieme, andiamo a parlare con l’allora sindaco Mauro Mazzola. Veniamo a conoscere che i tarquiniesi sono soprattutto devoti al Cristo Risorto e decidiamo allora di farne una copia in scala ridotta”.

Da cinque anni, all’inizio e alla fine dell’estate, la scultura viene calata in mare e ripresa per essere restaurata. Mentre nei primi giorni di agosto si tiene la cerimonia subacquea della deposizione di una corona di fiori.

“La statua si trova davanti al Porticciolo a mezzo miglio dalla riva, a una profondità di dieci metri – afferma Volfango Viola -. Curo personalmente il restauro. E ogni volta è un emozione”. In inverno la scultura è portata nella piccola chiesa della Madonna della Pace, al borgo delle Saline, a protezione dei bagnanti e dei marinai. “In realtà – aggiunge don Eduardo -, vorremmo che la statua rimanesse più a lungo immersa. Ma il sito attuale non garantisce un’adeguata protezione dalle correnti”.

“Il fondale delle nostre coste è basso e per trovare un luogo più riparato dovremmo andare a largo, a circa due, tre miglia – spiega Volfango Viola -. Ma la profondità sarebbe eccessiva e diventerebbe difficile immergersi. Forse abbiamo trovato un posto, poco distante, davanti alla spiaggia delle Saline. Ma dobbiamo ancora verificare”.

Nella bella stagione sono tanti i sub che rendono omaggio al Cristo Risorto sommerso. “Una tradizione giovane ma già molto sentita – affermano don Eduardo e Volfango Viola -. Vogliamo ringraziare l’Assonautica Tarquinia, il Vela Club Tarkna, lo stabilimento Galeone e i sub di Montalto di Castro che ci aiutano a portare avanti questa iniziativa”.

Daniele Aiello Belardinelli


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1 settembre, 2019

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