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Viterbo - Lo sfogo dei proprietari Catia Marchettini e Luca Agostinelli: "Tutto per non pulire i tombini"

Piove, ristorante allagato per la decima volta

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Catia Marchettini e Luca Agostinelli dell'Osteria Salicicchia

Catia Marchettini e Luca Agostinelli dell’Osteria Salicicchia al lavoro nel loro ristorante

Viterbo - L'ennesimo allagamento all'Osteria Salicicchia

Viterbo – L’ennesimo allagamento all’Osteria Salicicchia

Viterbo - L'ennesimo allagamento all'Osteria Salicicchia

Viterbo – L’ennesimo allagamento all’Osteria Salicicchia

Viterbo – Ogni maledetta pioggia. 
Appena sentono un tuono si precipitano al loro ristorante. Puntualmente, lo ritrovano sommerso. 

Per Catia Marchettini e Luca Agostinelli, compagni di vita e di lavoro, la pioggia è una condanna da anni. La loro pizzeria, l’Osteria Salicicchia, è aperta dal 2011. Ieri hanno “festeggiato” il decimo allagamento del loro locale a Porta San Pietro. “Festeggiato” si fa per dire.

“Ogni volta è una corsa contro il tempo per raggiungere il ristorante prima che l’acqua lo inondi e mettere a posto entro l’arrivo dei clienti, sperando che non disdicano – dichiara Catia Marchettini -. Stavolta pensavamo di potercelo evitare: sembrava un normale temporale estivo”. E invece no: dentro c’erano 15 centimetri d’acqua. Un’abitudine di cui potrebbero fare a meno, con poco sforzo da parte del comune. 

”Ieri alla protezione civile è bastato stappare una caditoia e l’acqua è defluita in due minuti – continua la padrona del ristorante -. Il problema è sempre lo stesso: non le stappano mai. Nemmeno con l’allerta meteo. Noi abbiamo avuto l’ultimo allagamento neanche un mese fa: è venuta l’assessore Allegrini con un tecnico a fare un sopralluogo. Sono stati qui ore. Non è servito a niente. Tra l’altro la situazione è peggiorata dopo i lavori di asfaltatura del parcheggio delle fortezze: l’acqua adesso ha un’autostrada per scorrere senza ostacoli giù per la discesa. Al nostro ristorante arriva con una potenza mai vista. Ok i lavori per sistemare la strada, ma non hanno né allargato le caditoie esistenti, né ne hanno aggiunte altre. E comunque non le puliscono mai”.

Negli anni si sono ritrovati con il water riempito d’acqua, i clienti intrappolati, i tavoli esterni a galleggiare con bicchieri e bottiglie di vino. Oltre a temere per frigoriferi, stufa, registratore di cassa, compressore della birra. Tutto puntualmente documentato su Facebook, alla pagina del ristorante, e sui giornali locali e segnalato al comune con lettere a ripetizione. “Le foto di stavolta non rendono – commenta Catia Marchettini -. Le abbiamo scattate che avevamo già sistemato quasi tutto. Ma l’acqua arrivava oltre l’altezza del battiscopa”. Piedi a mollo, insomma. Altre volte persino le ginocchia. 

Quarantacinquemila euro di danni per dieci allagamenti, il grosso sborsato di tasca loro e loro malgrado. Più l’impegno e il tempo spesi a correre al ristorante a ogni acquazzone. “Tempo che non è gratis”, aggiunge Catia Marchettini. E in comune non li ascoltano: “Non ci si fila proprio nessuno – spiega -. Abbiamo parlato praticamente con tutti, manca solo il sindaco. Ci parlano del tombino di via Salicicchia che viene stappato, ma quello non c’entra nulla con noi, che siamo in via San Pietro. Oppure ci sentiamo dire che non è colpa del comune se il ristorante è sotto il livello della strada. Ma che significa? Se viene una cliente con un’intolleranza alimentare io mi adopero per lei. Cerco di trovare soluzioni. Non è un po’ quello che dovrebbe fare anche un’amministrazione comunale?”.

I proprietari si arrangiano come possono, ma neanche le paratie bastano per cambiare un copione sempre identico: loro due, il secchio, il mocio, olio di gomito e tanta, tanta acqua… tutto per non sturare qualche tombino. 


Articoli: Pizzeria di nuovo allagata, “Acqua fino alle ginocchia” – Clienti intrappolati nel locale – “Ristorante allagato 4 volte, intervenga il comune” – Tombini otturati, ristorante allagato 4 volte 


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2 settembre, 2019

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