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Viterbo - Fortunato Mannino, segretario della Cisl, chiama a raccolta tutti gli attori coinvolti nello sviluppo di un settore che, da sempre, definisce strategico per la Tuscia

“Termalismo, rete tra imprenditori e un piano che dia certezze a chi vuole investire”

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Viterbo - Fortunato Mannino

Viterbo – Fortunato Mannino

Viterbo – (p.p) – “Termalismo fermo al palo, subito una rete tra imprenditori e un piano che dia certezze a chi vuole investire”. Fortunato Mannino, segretario della Cisl, chiama a raccolta tutti gli attori coinvolti nello sviluppo di un settore che, da sempre, definisce strategico per la Tuscia.

“Seguiamo con attenzione – dice Mannino – l’evolversi dello sviluppo termale nella provincia di Viterbo e ciò che leggiamo in questi ultimi giorni ci mette pensiero, perché assistiamo a un controllo del settore fatto un po’ alla carlona.

A distanza di anni, scopriamo che le piscine Carletti non stanno in zona termale, ma agricola e che le terme del Paliano, dopo aver fatto l’iter del piano di permessi per costruire, hanno avuto dal Comune l’ok e poi la Sovrintendenza ha bloccato e ora sono anche a rischio.

Siamo fortemente preoccupati perché pensiamo che il termalismo sia il volano per lo sviluppo del turismo e per la crescita di tutto il territorio. Serve quindi che il comune, senza voler dare responsabilità che sono di tutti visto che si tratta di questioni che si trascinano da anni, metta mano a un piano regolatore del termalismo dove si possa capire quali sono le fonti per poi costituire una task-force con la Regione e stilare un progetto che dia certezze a chi vuole investire“.

Mannino spiega come non sia possibile “bloccare d’emblée 1600 ettari, dicendo che non si ne fa più nulla. Inoltre, bisogna porre attenzione a un serio progetto sulle ex terme Inps che creerebbe occupazione e ovviamente flusso di turisti. Si innescherebbe così un circolo virtuoso dato che lo sviluppo della nostra provincia passa anche e soprattutto dal termalismo.

Dobbiamo quindi accelerare i tempi. Ho girato tante realtà termali, tra cui le terme di Levico dove c’è il castello della principessa Sissi che è incastonato in un parco in cui intorno ci sono realtà termali. Un esempio di come si possa dare lustro e un valore aggiunto alle attività termali pur in presenza di vincoli: sviluppo quindi del turismo termale, archeologico, culturale e paesaggistico. Bisogna fare questo senza ‘incartarci’ in ricorsi e contro ricorsi”.

Mannino fa un appello e chiede uno sforzo in più. “Anche gli imprenditori devono fare squadra, perché senza una rete non si vince la vera battaglia di questo territorio col termalismo costretto a rimanere sempre al palo. Bisogna che il comune, al di là dei ricorsi al Tar che è giusto che faccia, metta in piedi un tavolo di concertazione con Regione e Sovrintendenza per stilare un piano che possa servire agli imprenditori – conclude il sindacalista – per creare di conseguenza prospettive per il territorio”. 


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15 settembre, 2019

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