– Sono ormai undici anni che si trascina il problema della stazione di Grotte S. Stefano, da quando cioè le Ferrovie dello Stato decisero di chiuderla.
Lo scorso Aprile il consigliere comunale delegato del sindaco per Grotte, insieme all’assessore al bilancio Fattorini, ha effettuato un sopralluogo alla stazione ferroviaria di Grotte S. Stefano: qualcosa bolle in pentola?
Ma facciamo un ripasso della storia.
Nel 2000 il comitato “per la stazione di Grotte S. Stefano”, organizzò una raccolta di firme riproposta dopo qualche anno anche dalla sezione locale dei Democratici di Sinistra, affinché il Comune di Viterbo, come molti altri Comuni –Montefiascone, Graffignano, Oriolo, Vetralla, ecc…- prendesse in carico l’edificio per la riapertura almeno della sala d’aspetto, tanto più che le F.S., erano disponibili a cedere i locali in comodato d’uso gratuito.
Passano sei anni senza che l’amministrazione, sempre di centrodestra, si occupi del problema e il 29 settembre 2006 venne fatta sull’argomento una interrogazione in Consiglio Comunale dal consigliere Innocenzi con la quale si chiedeva al Comune di Viterbo di prendere in gestione la sala d’aspetto, i servizi igienici, l’area adiacente la stazione per adibirla a parcheggio, l’appartamento ubicato al primo piano ed alcuni magazzini.
Dopo un altro anno di silenzio l’Amministrazione Comunale con atto della Giunta n. 611 del 25 settembre 2007 deliberava la concessione in comodato dei locali e dell’area di pertinenza alla condizione che la gestione non comportasse spese per il Comune di Viterbo.
Passano gli anni e le varie interrogazioni del consigliere Guancini sul problema restano inascoltate.
Nell’aprile 2010 la Rete Ferroviaria Italiana s.p.a. contatta il settore patrimonio sollecitando la firma del contratto per i locali della stazione; l’Amministrazione Comunale dovrebbe curare la manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili, la pulizia delle aree di pertinenza, la rimozione dei graffiti e l’adeguamento degli impianti elettrici alla legge 46/90.
Il 01 dicembre 2010 l’Assessore al patrimonio Taglia (in seguito tagliato da Assessore perché amico di Fini) in risposta all’ennesima interrogazione del consigliere Guancini sull’argomento dichiarava:
“tale attività comporterà per il Comune un esborso di risorse attualmente non disponibili dal settore patrimonio e – proseguiva – se l’Amministrazione vorrà portare avanti la pratica, è opportuno incaricare il settore LL.PP. dei conseguenti lavori per l’utilizzazione degli immobili di che trattasi secondo le indicazioni della Giunta”.
E qui morì la pratica.
Quanto tempo ancora dovrà trascorrere prima che si trovi qualcuno di buona volontà che dal Patrimonio la passi ai lavori pubblici?
Noi ci auguriamo che, dopo tanti anni, qualche amministratore, oltre ad interessarsi – e fa bene chiaramente – delle storiche fontane di Viterbo, si preoccupi anche dei problemi locali.
Fidiamo, inoltre, che il nuovo assessore Fattorini voglia dare buona immagine di sé cominciando magari dalle questioni che interessano le frazioni.
Ai cittadini di Grotte – per ora – non resta che aspettare, mentre noi del Pd continueremo a fare il nostro dovere.
Circolo Pd di Grotte S. Stefano
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