Francoforte – La Bce taglia il tasso su depositi a -0,50%.
“C’è una debolezza persistente dell’economia dell’Eurozona”. Così il il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, in conferenza stampa al termine della riunione del Consiglio direttivo.
Mario Draghi ha parlato anche di “rischi al ribasso” legati a un “rallentamento che riflette la debolezza del commercio globale e le prolungate incertezze”.
Un quadro che, come riporta l’Adnkronos, “ha portato la Bce a rivedere al ribasso le stime di crescita dell’Eurozona per quest’anno, con una previsione all’1,1%, e per il 2020, stimato a +1,2%. Mentre per il 2021 la previsione è di una crescita dell’1,4%”.
Di qui la decisione, adottata nella riunione del Consiglio direttivo, di tagliare il tasso sui depositi di 10 punti “portandolo così a -0,50%”, lasciando però invariati quelli “sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale che restano allo 0,00% e allo 0,25%”.
E’ stato inoltre deciso di far ripartire gli acquisti del Quantitative easing. Dal prossimo primo novembre infatti ricomincerà il Quantitative easing, il programma straordinario di acquisto di titoli sospeso lo scorso dicembre. Il nuovo Qe porterà all’acquisto di 20 miliardi di euro di titoli al mese e durerà “fino a che sarà necessario”.
Altra novità il fatto che la Bce “ha esteso ai titoli privati la possibilità di acquisti con tassi al di sotto di quello in vigore sui depositi (da oggi a -0,50%). Finora tale possibilità era prevista solo per i titoli pubblici ed è stata adottata – si legge in una nota esplicativa – per agevolare l’implementazione del programma di acquisto titoli”.
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