Riceviamo e pubblichiamo – “Apprezziamo la passione e la chiarezza dell’intervento di Giulio Starnini, pubblicato su Tusciaweb, tracciando quella che da alcuni anni è la situazione riguardo l’aeroporto di Viterbo”.
Così il consigliere comunale di Lega Federalista Maurizio Pinna, ex segretario del comitato per l’aeroporto di Viterbo.
“Fatti da parte i pochi e scontati oppositori all’aeroporto, restano favorevoli, come ricorda Starnini: ‘migliaia di altri viterbesi, di diversa estrazione sociale e orientamento, che in più occasioni si riunirono per capire, comprendere, scegliere’. Ma il punto – prosegue Pinna – non è discutere ancora su aeroporto sì, aeroporto no. Si deve andare avanti. Basta continuare a retrocedere sui punti conquistati con fatica e lottando conto un sistema che difficilmente tiene conto dei requisiti rispetto ai favoritismi politici. Viterbo, in termini di intraprendenza, paga ancora lo scotto di tanti anni di sottomissione, di indifferenza e scarsa, molto scarsa, considerazione da parte della politica dei palazzi romani.
Se oggi i lavori per l’aeroporto tardano a partire lo si deve proprio a tutto l’ostruzionismo passato che ha fatto sì che Viterbo rimanesse isolato, tagliato fuori dalle principali vie di comunicazioni veloci. Ha ragione Giulio Starnini, determinato e qualificato sostenitore dell’aeroporto sin dal 2006, quando attribuisce le responsabilità di questo tentennare senza avanzare di un passo: ‘per l’assenza di concretezza di una classe di politici del dire e non del fare che purtroppo abbondano nel parlamento nazionale e nei parlamentini della nostra città’.
Per il consigliere Pinna e i suoi colleghi di Lega Federalista, “il politico dovrebbe saper accrescere la fiducia dei cittadini che amministra invogliando gli imprenditori a investire nel territorio, equilibrando, con onestà, la propaganda della propria immagine ai risultati realmente ottenuti dall’attività politica condotta e proporzionata ai compiti istituzionali ricoperti”.
Ha ragione Starnini quando ricorda che l’aeroporto è stato sostenuto dai politici di destra e di sinistra, e aggiungo – prosegue Pinna – ministri, senatori, onorevoli, consiglieri regionale e sindaci. Dove sono finiti tutti ora che si devono concretizzare le passerelle elettorali, la propaganda e i convegni sparati su ogni fronte? Basta con il ripetere concetti già espressi in passato senza avanzare di un metro. Questo atteggiamento è indicativo dello spessore politico dei soggetti politici che abbiamo e quanto le loro possibilità d’azione siano esaurite. Si osservino come agiscono le altre province (Latina, Frosinone, Perugia) che dall’immobilismo di Viterbo provano a rimettere in discussione il titolo di terzo aeroporto laziale sognando di dirottarlo, politicamente e senza i nostri requisiti, sul loro territorio.
Bene, quindi, l’intervento di Giulio Starnini che a differenza di altri interventi inutili e scontati mira a far risuscitare i sentimenti di crescita di questo territorio palesando preoccupazione per l’inconcludenza politica.
A cosa serve ribadire la volontà del governo di realizzare l’aeroporto a Viterbo se non si stanziano i soldi necessari e si iniziano i lavori? Anche il ponte sullo stretto di Messina era stato inserito tra le opere colossali del precedente governo, ma nessuno lo ha mai visto.
E’ troppo comodo e superato assecondare le richieste di un popolo e farle poi perdere nell’eccessivo tempo inutilmente trascorso senza che nulla accada. Senza considerare, poi, l’alibi politico che si genera quando cambia il governo e quando questo si trova, ciclicamente da sempre, a fronteggiare particolari momenti di crisi economiche.
Monti, come pensa di dare un impulso economico al nostro territorio dopo averlo massacrato, se ciò che ci è già stato promesso da sei anni ancora non si materializza? Perché i nostri ultradecennali pendolari dovrebbero ancora sperare di raggiungere Roma in tempi più rapidi se le opere necessarie per velocizzare la percorrenza ferroviaria e stradale non trovano la volontà politica di realizzarle nemmeno di fronte a un progetto aeroportuale di tale portata, utile non solo ai singoli pendolari viterbesi, da sempre ignorati e beffati, bensì a tutto il sistema aeroportuale laziale e nazionale?
Viterbo dopo il 1943 non è più entrata nelle grazie di alcun governo, eppure i viterbesi ne hanno fatti eleggere di parlamentari… E’ ora che qualcosa cambi e i viterbesi, come gli italiani, finalmente, purtroppo, lo hanno capito sulla propria pelle”.
Lega federalista
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