– E’ riuscito a sfilare la pistola a un carabiniere e a puntargliela contro. Tutto in una frazione di secondo.
Un 20enne di Vetralla è stato arrestato per lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. Nei guai è finita anche la sua ex fidanzata, di un paio d’anni più giovane, arrestata anche lei con le stesse accuse, eccetto quella di danneggiamento.
I militari erano intervenuti venerdì sera alle 21,20 nei pressi di un noto bar di Vetralla. Un ragazzo stava danneggiando una centralina Enel e dei contatori del gas lì vicino.
Giunti sul posto, i carabinieri hanno chiesto spiegazioni al 20enne. Lui avrebbe risposto con insulti e parolacce, rifiutando di seguirli in caserma e dirigendosi, a passo svelto, verso la chiesa di Santa Maria del Soccorso.
I militari lo hanno inseguito e raggiunto, ma il giovane spintonava e scalciava per cercare di divincolarsi. Ha continuato a farlo anche quando i carabinieri lo hanno bloccato a terra. Finché non ha preso in mano il calcio della pistola di uno dei due militari.
L’arma non aveva il colpo in canna. Ma per una manciata di secondi il 20enne l’ha puntata contro il carabiniere, che ha prontamente reagito disarmandolo e immobilizzandolo. Nel frattempo, in aiuto al ragazzo, era giunta la sua ex fidanzata, che ha graffiato uno dei due militari e lanciato un cellulare contro l’altro. Particolare che la ragazza ha smentito ieri mattina al processo per direttissima.
“Io mi ricordo di aver tirato il telefono al mio amico e non al carabiniere – ha spiegato la 18enne in aula -. L’ho visto in difficoltà e ho cercato di aiutarlo”. Lui si è mostrato dispiaciuto e ha ammesso di aver sbagliato. “Chiedo scusa ai carabinieri – ha detto, per prima cosa, davanti al giudice -. Avevo bevuto ed ero arrabbiato per aver perso il telefonino. Per questo ho perso il controllo. E me la sono presa prima con i contatori e poi con i carabinieri”. La pistola, ha aggiunto, l’ha presa solo per far mollare la presa ai carabinieri. “Non respiravo, vedevo tutto bianco, non sapevo come fare per liberarmi”.
I due ragazzi hanno patteggiato lui sei mesi di reclusione e lei quattro, con la condizionale. Restano quindi a piede libero.
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