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Viterbo - Il centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera ricorda don Dante

“Ogni persona amica della nonviolenza perde un amico, un maestro, un compagno”

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Don Dante Bernini

Don Dante Bernini

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Carissime e carissimi,

è deceduto questa notte don Dante Bernini, vescovo emerito, persona buona, costruttore di pace, luminosa figura della nonviolenza. Era un punto di riferimento per ogni persona bisognosa di aiuto come per ogni persona impegnata nella solidarietà concreta, per il bene comune dell’umanità, per la salvaguardia del mondo vivente.

La camera ardente sarà allestita questa stessa mattina nel coro del santuario di Santa Maria della Quercia, nella frazione di Viterbo in cui era nato il 20 aprile 1922, e in cui era tornato a vivere nell’operosa sua vecchiaia. Sempre presso il medesimo santuario si terranno domani, sabato 28 settembre, i funerali.

Anni fa, in occasione della Giornata internazionale della nonviolenza, la città di Viterbo gli aveva espresso la sua gratitudine con la seguente motivazione: “Vescovo emerito della diocesi di Albano, già presidente della commissione Giustizia e pace della Conferenza episcopale italiana e già membro della Comece (commission des episcopats de la communauté europeenne), una delle figure più illustri dell’impegno di pace, solidarietà, nonviolenza, che nell’arco dell’intera sua vita come sacerdote e come docente è stato costantemente impegnato per la pace e per la giustizia, nella solidarietà con i sofferenti e gli oppressi, nell’impegno per la salvaguardia del creato, nella promozione della nonviolenza, unendo all’adempimento scrupoloso dei prestigiosi incarichi di grande responsabilità un costante ascolto di tutti coloro che a lui venivano a rivolgersi per consiglio e per aiuto, a tutti sempre offrendo generosamente il suo conforto e sostegno, la sua parola buona e luminosa e l’abbraccio suo saldo e fraterno”.

Ogni persona amica della nonviolenza, ogni persona misericorde, ogni persona sollecita della vita e della dignità di ogni essere umano, del bene comune dell’umanità e del mondo vivente perde un amico, un maestro, un compagno.

Resta viva la sua testimonianza, non si estingue il bene realizzato. La sua memoria continuerà a donarci conforto e luce, a convocarci a compiere i comuni doveri che inverano i diritti di tutti nella libertà universalmente condivisa, nella giustizia accudente e generosa, nella fraternità che ogni essere umano riconosce e raggiunge, e difende, e sostiene.

Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera di Viterbo


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27 settembre, 2019

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