Riceviamo e pubblichiamo – Il momento storico che stiamo attraversando è il peggiore che a memoria d’uomo si possa ricordare. La nostra generazione è vissuta in un evolversi di benessere a volte sfociato nella ricerca dell’effimero.
Tutto sembrava andare bene, tutto sembrava permesso nonostante che, già negli ultimi decenni, la nostra Italia incrementava il suo debito diminuendo la sua produzione e per compensare, si fa per dire, il sistema burocratico si rendeva ancor più complesso e imbrigliante.
L’imposizione di un governo tecnocratico, ad oggi, non ha fornito effetti positivi e neppure speranze per il futuro se non per le banche. La piccola e la media classe sociale è stata individuata per sostenere tutto il peso di un macroscopico debito.
Non una idea, non una visione positiva per il futuro ma solo imposizioni e forzati prelevamenti incuranti degli effetti degenerativi, il tutto guarnito da spot pubblicitari tendenti ad alimentare l’odio e quindi la lotta sociale, come per dire e anche praticare “tra due litiganti il terzo gode”.
La scure governativa è caduta pesantemente anche sugli enti locali che addirittura si trovano a sostenere spese per funzioni che non riguardano solo il proprio territorio per le quali non hanno la piena copertura dai relativi trasferimenti statali, contribuendo a depauperare le già ristrette risorse degli stessi.
L’aumento delle aliquote Irpef, Irap delle accise sui carburanti le gravose imposte sugli immobili, siano essi destinati a prima abitazione o non o ad attività artigianali, industriali e agricole sta producendo solamente povertà, non certo la diminuzione del famigerato spred ne tantomeno del debito pubblico, che è aumentato di qualche decina di miliardi.
Dopo nove mesi possiamo tristemente affermare che l’attuale governo ha partorito nuova povertà influendo negativamente sullo spirito di iniziativa degli italiani.
Come già accennato la mannaia governativa si è particolarmente accanita sugli enti locali, i quali si trovano a redigere i loro bilanci con esigui spazi di manovra tali da non riuscire a fornire risposte a tutte le istanze anche se fondate e condivisibili.
Il Comune di Viterbo non è esente da tali negatività, le acrobazie ragionieristiche, le attente economie di gestione, la ricerca e l’ottenimento di risorse regionali e comunitarie operate dall’amministrazione consentiranno alla città di Viterbo di vivere mantenendo l’efficienza dei servizi primari senza fare mancare qualche prospettiva futura.
Le difficoltà sono grandi ma se porteremo avanti le nostre idee, possibilmente non limitate all’ambito di quartiere, con impegno e tenacia con l’unità, legata non tanto all’appartenenza politica quanto al bene e all’amore per la nostra città, riusciremo a fornire adeguate risposte.
I dissapori che sono emersi negli ultimi mesi all’interno della maggioranza non giovano al nostro territorio, anche se si può avere qualche buon motivo per non condividere alcune azioni amministrative non ci si può dimenticare di essere stati eletti con un simbolo e con un candidato a sindaco e soprattutto ciascuno di noi deve essere consapevole che il proprio contributo è fondamentale sempre se espresso nella collegialità.
Occorre ignorare coloro che tramano, come sempre è ed stato loro costume, per alimentare litigi e paventare false visioni future, non cadiamo in queste trappole, ricordiamoci del detto “tra due litiganti il terzo gode” e il terzo non siamo certo noi.
Bernardino Porciani
Consigliere comunale Pdl di Viterbo
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