Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Trieste - La drammatica ricostruzione della sparatoria in questura dove sono morti due poliziotti di 34 e 31 anni

“Posso andare in bagno?” poi ruba la pistola e spara ai due agenti

Condividi la notizia:

Gli agenti Matteo Demenego Pierluigi Rotta

Gli agenti Matteo Demenego Pierluigi Rotta

Trieste – “Posso andare in bagno?”. Poi sottrae la pistola e spara ai due agenti. Poliziotti morti ieri in questura a Trieste, la drammatica ricostruzione di quei momenti da parte della polizia.

Ieri a una donna hanno rubato il motorino, la stessa aveva denunciato che a portarlo via era stato un ragazzo di colore.

Ieri pomeriggio è arrivata una chiamata alla sala operativa. Un dominicano,  Carlysle Stephan Meran ha raccontato d’avere saputo dal fratello Alejandro Augusto che era stato lui a prendere il motorino, spiegando che il fratello soffriva di disturbi psichici, pur non essendo seguito dai servizi di igiene mentale di questo capoluogo.

Sulla scorta di quanto sopra, due equipaggi in servizio di Volante e una pattuglia della Squadra Mobile si sono recati presso l’abitazione dei due, insieme a personale del 118 allertato. Il ragazzo, come riporta la polizia, appariva collaborativo e pacato. Pertanto, è stato accompagnato in questura, insieme al fratello.

Arrivati all’interno della questura, dopo aver chiesto di andare in bagno, nell’uscire riusciva a prendere la pistola d’ordinanza in dotazione all’Agente Rotta, come riporta la questura in una nota, esplodendo due colpi al lato sinistro del petto e all’addome. Uditi gli spari, l’agente Scelto Matteo Demenego usciva per verificare cosa stesse accadendo, venendo a sua volta colpito sotto la clavicola sinistra, al fianco sinistro e alla schiena.

Durante le concitate fasi, il fratello del dominicano in un primo momento, si barricava all’interno dell’ufficio dell’U.P.G.S.P. impaurito, sotto shock e temendo per la propria incolumità, sbarrando la porta con una scrivania. Poi, non udendo più gli spari, scappava nei sotterranei della questura, dove veniva individuato e bloccato dagli agenti intervenuti.

Nel frattempo, il dominicano che aveva sparato, ha tentato di imboccare le scale di accesso ai piani superiori, ma è stato fatto desistere dal personale presente negli uffici, a cui indirizzava altri colpi senza causare feriti. Successivamente, cercava di guadagnare l’uscita dalla questura attraversando l’atrio adiacente e impugnando entrambe le pistole d’ordinanza prima asportate agli agenti, esplodendo ulteriori colpi di pistola all’indirizzo del personale in servizio al corpo di guardia che rispondeva al fuoco. È stato colpito alla mano sinistra un assistente capo in servizio. Anche lui è attualmente ricoverato in ospedale per essere sottoposto a intervento chirurgico.

Una volta fuori dall’edificio, il fuggitivo cercava prima di aprire una volante parcheggiata in prossimità dell’ingresso di via di Tor Bandena, e poi notando l’auto della Squadra Mobile, apriva il fuoco verso il mezzo e all’indirizzo del personale, colpendo la portiera lato passeggero appena aperta. Gli operatori rispondevano al fuoco, raggiungendo il ragazzo  all’inguine, senza colpire parti vitali, riuscendo a renderlo inoffensivo ed a disarmarlo, verificando che una delle pistole poco prima sottratte era aperta e col serbatoio vuoto, mentre l’altra aveva il cane armato.

Nel frattempo sanitari del 118 intervenuti tentavano invano di rianimare gli agenti colpiti e prestavano soccorso al ferito, il quale veniva trasportato presso l’ospedale di Cattinara, in attesa di essere sottoposto ad intervento chirurgico.

Ai fini di una ricostruzione più dettagliata e chiarificatrice si attendono gli esiti degli accertamenti tecnici della Polizia scientifica di Padova prontamente intervenuta.

In serata il magistrato di turno ed il Procuratore dopo che il primo in Questura aveva sentito il fratello del pluriomicida, si sono recati in ospedale per interrogare l’indagato che allo stato si è avvalso della facoltà di non rispondere. Indi i magistrati lo hanno dichiarato alle ore 23.00 in stato di fermo. 

Pierluigi Rotta aveva 34 anni e Matteo Demenego 31.


Condividi la notizia:
5 ottobre, 2019

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/grazie-al-dottor-chegai-e-al-suo-reparto-di-radiologia-diagnostica/