Civita Castellana – Aria di crisi in comune. A soli quattro mesi dalle elezioni, l’amministrazione di centrodestra vacilla per gli scossoni all’interno della Lega.
Da una parte il sindaco Franco Caprioli e parte della giunta leghista e dall’altra i consiglieri civitonici del Carroccio. Messi da parte e non coinvolti nell’amministrazione.
Una frattura sfociata nell’ultima seduta di consiglio comunale in un “ammutinamento” dei consiglieri. Alla prima chiamata quelli della Lega non si sono presentati, facendo mancare il numero legale. Appello Saltato.
C’è stato un confronto e poi i lavori sono partiti, ma i problemi restano sul tavolo. Quello del sindaco Franco Caprioli.
Il malcontento è rivolto anche verso di lui. Perché ascolterebbe dirigenti e consulenti e non i suoi consiglieri. “Un uomo solo al comando”, si lascia scappare qualcuno.
La situazione starebbe generando un certo fastidio anche a livello di partito. La Lega è andata al governo di Civita Castellana con l’intenzione di dare un netto segnale di discontinuità con il passato. Nei fatti e anche nelle persone.
Ma pare che il primo cittadino si stia circondando di esponenti in qualche modo legati a precedenti amministrazioni o aree politiche diverse dalla Lega. È la lamentela ricorrente. E c’è anche il precedente della nomina di un assessore esterno, di fiducia del sindaco.
La situazione è tesa e c’è chi assicura come Caprioli si sia lasciato sfuggire l’intenzione di andarsene. Magari qualcuno esagera, ma a così poco tempo dal successo elettorale in particolare della Lega, la maggioranza e chi li ha votati si aspettava tutt’atro clima.
Forse per provare a trovare una via d’uscita, lunedì a Civita Castellana arriverà Enrico Maria Contardo, a tutti gli effetti il numero due della Lega a Viterbo. Per incontrare i vertici locali e gli amministratori leghisti.
“Vado a parlare – conferma Contardo – per trovare una strada comune. La Lega a Civita Castellana ha ottenuto il 35 per cento, il miglior risultato fra tutti i comuni oltre i 15mila abitanti nel Centro sud.
Va rispettato il partito e gli elettori, che si aspettano un segnale preciso. Non si possono portare avanti le stesse cose con le stesse persone di prima”.
Giuseppe Ferlicca
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