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Viterbo - Il 17 ottobre in Provincia i nuovi bandi della Regione in favore degli agricoltori

Cooperazione, investimenti e qualità, in arrivo le nuove misure del Psr

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Campagna

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La sede della Regione Lazio

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Un agricoltore

Un agricoltore

Balle di fieno

Balle di fieno

Viterbo – Cooperazione, investimenti e qualità. Le tre parole chiave per illustrare a imprenditori, associazioni di categoria e stakeholders le misure in uscita del Programma di sviluppo rurale (Psr).

A Viterbo, altri incontri sono stati organizzati nelle altre province del Lazio a partire dal 19 settembre, l’appuntamento è previsto per il prossimo 17 ottobre, dalle ore 10 alle 14, nella sala consiliare della provincia di Viterbo in via Saffi 49.

Gli incontri, di natura tecnica, saranno coordinati dai dirigenti agricoltura, responsabili di misura, che presenteranno la sottomisura 16.10, vale a dire l’attivazione e la realizzazione di progetti di filiera organizzata come strumento strategico di aggregazione di imprese, e le misure ad esso collegate. 

“Il Programma di sviluppo rurale – spiega il sito internet della Regione Lazio – è il principale strumento operativo di programmazione e finanziamento per gli interventi nel settore agricolo, forestale e rurale sul territorio regionale. Attraverso l’operato delle Regioni, infatti, il Psr permette a ogni Stato membro dell’Unione europea di utilizzare le risorse economiche che l’Unione stessa mette a disposizione in ambito agricolo e rurale. Il Psr può essere definito come l’applicazione sul territorio regionale, in ambito agricolo, del Piano strategico nazionale (Psn) nel quale, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali – Mipaaf – fissa le priorità strategiche del settore fondandole sugli Orientamenti Strategici Comunitari (Osc) derivanti, nella sostanza, dal secondo pilastro della Politica agricola comune (Pac) che è alla base del modello agricolo europeo di multifunzionalità. Ovvero un mondo agricolo in grado di provvedere anche alla salvaguardia della cultura, del patrimonio e dell’ambiente delle zone rurali, oltre che, ovviamente, alla produzione di alimenti”.

Per il periodo 2014-2020 il Psr ha individuato tre obiettivi strategici. Il miglioramento della competitività dell’agricoltura, la gestione sostenibile delle risorse naturali e l’azione per il clima e uno sviluppo territoriale equilibrato per le zone rurali.

I tre obiettivi sono poi stati tradotti in sei priorità. Promuovere il trasferimento di conoscenze nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali, potenziare la competitività dell’agricoltura in tutte le sue forme e la redditività delle aziende agricole, incentivare l’organizzazione della filiera agroalimentare e la gestione dei rischi nel settore agricolo, preservare, ripristinare e valorizzare gli ecosistemi dipendenti dall’agricoltura e dalla silvicoltura, incoraggiare l’uso efficiente delle risorse e il passaggio a un’economia a basse emissioni di carbonio e resiliente al clima nel settore agroalimentare e forestale, promuovere l’inclusione sociale, la riduzione della povertà e lo sviluppo economico nelle zone rurali.

“Per garantire maggiori possibilità di integrazione – spiega la Regione Lazio – nel 2014-2020 tutti i fondi strutturali e di investimento europei, compreso il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr), concentrano il loro sostegno sul raggiungimento degli obiettivi principali della strategia Europa 2020 e sono coordinati nell’ambito di un Quadro strategico comune (Qsc) e, a livello nazionale, dall’accordo di partenariato. Quest’ultimo documento rappresenta il quadro di riferimento nazionale che tutti i Psr regionali devono rispettare per garantire la coerenza della propria specifica programmazione ed il coordinamento e l’integrazione con le azioni di tutti i Fondi Esi”.

Il Programma di sviluppo rurale 2014-2020 del Lazio è stato approvato dalla Commissione europea il 17 novembre 2015.

Daniele Camilli

 


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15 ottobre, 2019

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