Viterbo – (g.f.) – Pure a un capogruppo della Lega può capitare di disinteressarsi del prossimo, o magari del consigliere d’opposizione che ha di fronte e gli può scappare la frase: “Me ne frego”.
È successo in consiglio comunale ad Andrea Micci (Lega). Rivolto a Giacomo Barelli (Forza Civica).
Si parla di predisporre una targa in ricordo delle vittime delle marocchinate. Argomento serio ma affrontato in modo troppo superficiale, per Barelli. L’esponente della minoranza, pur riconoscendone l’importanza, muove appunti per la superficialità con cui lo stesso Micci propone la mozione.
Dillo una volta e dillo due, a Micci scappa: “Me ne frego di quello che dice Barelli”.
Il capogruppo Forza civica non se ne frega e risponde per le rime “Quel me ne frego lo qualifica per quello che è”. La frase è uno degli slogan del Ventennio.
Nessuno rimane fregato, qualcuno giusto un po’ deluso. La mozione passa a maggioranza, col solo voto contrario di Barelli e l’impegno di portarla in commissione per un ulteriore passaggio.
C’è da decidere il testo, come resta da individuare dove collocare la targa.
Momenti di tensione sul finire della seduta, tra i banchi di maggioranza da una parte e dell’opposizione dall’altra.
Meno male che ci pensa Ombretta Perlorca (Lega) a stemperare il clima. Quando Barelli pronuncia la parola manicheo, la consigliera alza le mani muovendole…
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